E’ competenza esclusiva della provincia il trasporto disabili per gli alunni delle scuole superiori, pertanto, tutti i conseguenti oneri devono essere posti a carico di tale ente.

Nel caso in cui però tali spese siano state sostenute dal comune, spetta allo stesso ente attivarsi per recuperare, se possibile, quanto sostenuto a carico del proprio bilancio.

Questo il chiarimento fornito dalla Corte dei Conti, sezione controllo delle Marche, nella deliberazione in commento depositata il 21 maggio, con la quale ha risposto a un’articolata richiesta di parere inviata da un comune in ordine alla corretta individuazione del soggetto tenuto ad assicurare il servizio di assistenza e di trasporto scolastico agli studenti disabili frequentanti le scuole medie superiori e, in quanto tale, tenuto a sostenerne i relativi oneri economici.

In particolare, l’ente ha evidenziato che cura ordinariamente da anni, con oneri a proprio carico, il servizio di assistenza disabili per gli studenti del territorio comunale presso le scuole medie superiori, nonché il servizio di trasporto scolastico per i medesimi studenti, assicurando loro la copertura del tragitto necessario per raggiungere le scuole medie superiori e di quello per fare rientro presso il Comune di residenza.

Il comune si è fatto carico interamente dei conseguenti oneri economici, particolarmente rilevanti, in quanto non ha mai concluso accordi, convenzioni, né con altri enti, né con la provincia.

L’ente ha quindi chiesto se:

 facciano capo alla provincia le competenze, e i connessi oneri, in materia di servizio ed assistenza per i disabili presso le scuole medie superiori ed il servizio di trasporto scolastico dei medesimi studenti dal comune alla sede delle scuole medie superiori (e ritorno);

 sia legittimo chiedere alla provincia di assumere gli oneri connessi a tale servizio, tenendo indenne il comune e, se per il servizio reso in passato, possa essere avanzata richiesta di ripetizione;

 sia legittimo garantire il servizio solo fino al termine dell’attuale anno scolastico onde evitare il protrarsi sine die di una spesa per funzioni ad altro ente territoriale intestate ed attuare una corretta programmazione del bilancio;

 a fronte di un comportamento omissivo della provincia che, adducendo presunte difficoltà di bilancio, non voglia assumere detti oneri ovvero procedere a rimborso in favore del comune, sia legittimo conferire incarico legale per il recupero di quanto sostenuto in luogo della provincia, quale soggetto effettivamente tenuto;

 le richieste di rimborso possano essere anche retroattive e, nel caso, quale sia il limite di prescrizione del diritto (quinquennale, decennale ovvero altro limite temporale);

 la pretesa creditoria possa estendersi agli interessi legali ed ai costi afferenti gli “oneri indiretti” già sostenuti (a titolo esemplificativo: costo del personale assegnato al servizio per l’espletamento delle gare di trasporto ed assistenza disabili, per l’istruttoria relativa alle iscrizioni suddetti, per l’assistenza nella redazione delle domande degli interessati);

 la notifica di formale diffida e/o sollecito alla provincia integri accertamento di entrata in base a titolo legale tal ché il credito così azionato possa iscriversi in bilancio.

La Corte dei Conti ha ribadito che è la provincia l’ente territoriale tenuto ad assicurare il servizio di assistenza scolastica agli alunni portatori di handicap frequentanti le scuole medie superiori, nonché il servizio di trasporto dalla abitazione alla sede scolastica, per principio pacificamente acquisito.

I disabili hanno il diritto “al loro pieno ed effettivo inserimento nella scuola e nel mondo del lavoro” pertanto le p.a. devono “individuare meccanismi di rimozione degli ostacoli che tengano conto della tipologia di handicap da cui risulti essere affetta in concreto la persona”, atteso che “i disabili non costituiscono un gruppo omogeneo sussistendo sussistendo forme diverse di disabilità” (Corte costituzionale, sentenza 80/2010).

In materia di istruzione scolastica, l’articolo 139 d.lgs. 112/1998 attribuisce alle province, in relazione all’istruzione secondaria superiore, e ai comuni, in relazione agli altri gradi inferiori di scuola, i compiti e le funzioni concernenti, fra l’altro, i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazioni di svantaggio.

La specificità della materia, cui ineriscono i predetti compiti e funzioni, nonché le peculiari e concrete misure che ne costituiscono la relativa attuazione, esclude che gli stessi possano essere genericamente ricompresi nell’ambito dei servizi integrati sociali alla persona, trattandosi di particolari modalità di concreta attuazione del diritto allo studio ed all’integrazione scolastica.

Pertanto, l’interpretazione corretta del citato articolo 139 è solo quella estensiva che ricomprende non esclusivamente il servizio di trasporto, dalla abitazione all’istituto scolastico e viceversa, degli alunni e degli studenti disabili, ma qualsiasi misura che si renda necessaria in relazione alle specifiche esigenze dell’alunno disabile.

Tali oneri quindi devono essere supportati dalla provincia.

Per quanto riguarda il comune, i magistrati contabili, hanno chiarito che lo stesso deve valutare discrezionalmente come meglio attivarsi al fine di non gravare il bilancio di spese non dovute, in quanto oneri immediatamente ricollegabili a funzioni ex lege intestate ad altro ente e individuare le modalità con cui far valere eventuali pretese creditorie.

Infine, il comune dovrà anche valutare prudenzialmente se ricorrono i presupposti fattuali e giuridici di una tale pretesa creditoria (al momento “indeterminata e qualificabile come una mera entrata sperata”) alla luce dei principi contabili (cfr. Principio contabile n. 2 punti 10) e se come tale possa essere considerata “accertamento di entrata in base ad un titolo legale”.