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Anac. Anomalie con frazionamento artificioso e affidamento diretto con rinnovo tacito  


Nella delibera approvata lo scorso 8 settembre 2021 l’Anac si è pronunciata sul caso di un Comune che, con reiterate proroghe per la gestione di impianti di depurazione e il meccanismo del rinnovo tacito, aveva, in realtà, frazionato “illecitamente un’unica prestazione continuativa in contratti annuali”, slegando attività invece strettamente connesse alla gestione del servizio di depurazione per le quali procedeva con separati affidamenti.

Nella delibera in questione Anac ricorda che il frazionamento dell’appalto e il rinnovo tacito del contratto sono vietati per legge, oltre al palese contrasto di principi comunitari come trasparenza, libera concorrenza, proporzionalità e pubblicità.

L’affidamento diretto, ricorda sempre l’Autorità, è “un istituto eccezionale” al quale si può far ricorso solo nei casi previsti dalla legge.

Pertanto, il Comune avrebbe dovuto agire con “contratto pluriennale congegnato con la previsione di adeguate penali per inadempimento e clausole rescissorie”.

 

Leggi la delibera

Delibera n.628 dell_8 settembre 2021

 

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