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PNRR: le proposte di semplificazione in materia di contratti pubblici da parte del Governo


Il Governo in data 25 aprile 2021 ha trasmesso al Parlamento il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La semplificazione delle norme in materia di appalti pubblici e concessioni sarà obiettivo essenziale per l’efficiente realizzazione delle infrastrutture e per il rilancio dell’attività edilizia, aspetti importanti per la ripresa a seguito del virus da Covid-19.

Tale semplificazione avrà ad oggetto non solo la fase di affidamento, ma anche quelle di pianificazione, programmazione e progettazione.

Le modalità di attuazione del piano riguardano in via d’urgenza l’introduzione di una normativa speciale sui contratti pubblici che amplifica le semplificazioni già avviate con il d.l. n. 76/2020 e ne proroga l’efficacia fino al 2023, con peculiare riguardo a: Conferenza di servizi veloce; limitazione della responsabilità per danno erariale ai casi in cui la produzione del danno sia dolosamente voluta dal soggetto che ha agito – ad esclusione dei danni cagionati da omissione o inerzia; verifiche antimafia e protocolli di legalità; individuazione di un termine massimo per l’aggiudicazione dei contratti (con riduzione dei tempi tra la pubblicazione del bando e l’aggiudicazione); istituzione del collegio tecnico e individuazione  di misure per il contenimento dei tempi di esecuzione del contratto nonché  il potenziamento del database dei contratti tenuto da ANAC.

La proposta di semplificazione in materia di contratti pubblici si concretizza nel recepire le norme delle direttive UE n. 23, 24, 25 del 2014, integrandole nelle parti che non sono self-executing e ordinandole in una nuova disciplina che riduce le regole che vanno oltre quelle richieste dalla normativa europea, anche sulla base di una comparazione con la normativa adottata in altri stati membri dell’UE.

Inoltre, nella proposta di semplificazione in materia di contratti pubblici vengono approfonditi i seguenti principi della delega legislativa:

– il recepimento delle direttive dell’UE;

– la piena apertura dei mercati;

– la riduzione degli oneri documentali ed economici a carico dei soggetti partecipanti alle procedure di evidenza pubblica;

– l’indivuduazione dei casi in cui si può ricorrere alla procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara;

– la previsione di misure volte a garantire la sostenibilità energetica e ambientale nonché la tutela della salute e del lavoro nell’affidamento dei contratti;

– la revisione della disciplina del subappalto e dell’appalto integrato;

– la previsione della disciplina applicabile ai contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, nel rispetto dei principi di concorrenzialità e trasparenza;

– la razionalizzazione delle norme in materia di appalti pubblici e concessioni;

– la regolazione dei casi in cui le SA possono ricorrere, ai fini dell’aggiudicazione, al solo criterio del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo più basso o del massimo ribasso d’asta.

Le misure suesposte saranno adottate con legge delega da approvare entro maggio 2021.

Il disegno di legge delega potrà essere presentato in Parlamento entro il 31 dicembre 2021 ed i decreti legislativi saranno adottati nei nove mesi successivi all’approvazione della legge delega.

 

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