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Anac: indicazioni interpretative in merito alle modifiche contrattuali fino a concorrenza di un quinto dell’importo del contratto


L’Autorità Nazionale Anticorruzione, ha adottato il Comunicato del Presidente del 23 marzo 2021, pubblicato sul proprio sito istituzionale il 16 aprile 2021, in risposta ad alcune segnalazioni in merito a problematiche applicative dell’articolo 106, comma 12, del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50, al fine di favorire la corretta interpretazione e l’uniforme applicazione della disposizione precitata.

L’Anac, attraverso il Comunicato ha chiarito che l’art. 106, comma 12, del d.lgs. n. 50/ 2016,  è volto a specificare che al ricorrere di una delle ipotesi previste dai commi 1 lettera c) e 2 dell’art. 106 del d.lgs. n. 50/2016, qualora la modifica del contratto resti contenuta entro il quinto dell’importo originario, la stazione appaltante potrà imporre all’appaltatore la relativa esecuzione alle stesse condizioni previste nel contratto originario senza che lo stesso possa far valere il diritto alla risoluzione del contratto.

Pertanto, l’Anac ha ribadito che nel caso in cui si ecceda il quinto d’obbligo e se ricorrano le altre condizioni di cui all’art. 106 commi 1 e 2 del d.lgs. n. 50/2016, l’appaltatore potrà esigere una rinegoziazione delle condizioni contrattuali o il diritto alla risoluzione del contratto. L’Anac ha sottolineato che l’art. 106 del d.lgs. n. 50/2016 non può essere inteso come ipotesi autonoma di modifica contrattuale, rispetto alle fattispecie individuate ai commi 1 e 2 dello stesso articolo.

Infine, l’Anac ha valutato possibili proposte di intervento sull’art. 106 del d.lgs. n. 50/2016, le quali dovranno essere valutate dal Parlamento e dal Governo.

 

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Comunicato Anac art. 106


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