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D.L. “semplificazione”: le novità in materia di contratti pubblici


-L’art. 4, concernente la “Conclusione dei contratti pubblici  e ricorsi giurisdizionali”, è stato così modificato dalla legge di conversione:

“La  mancata stipulazione del contratto nel termine previsto devrà essere  motivata con specifico riferimento all’interesse della stazione appaltante e a quello nazionale alla sollecita  esecuzione  del  contratto  e  viene valutata ai fini della responsabilità  erariale  e  disciplinare  del dirigente preposto.

Non costituisce giustificazione adeguata  per  la mancata stipulazione del contratto nel termine previsto, salvo le condizioni sotto riportate, la pendenza di un ricorso giurisdizionale, nel cui ambito non sia stata disposta o inibita la  stipulazione  del contratto.  Le  stazioni  appaltanti  avranno  facoltà di   stipulare contratti  di  assicurazione  della  propria  responsabilità  civile derivante dalla conclusione del  contratto  e  dalla  prosecuzione  o sospensione della sua esecuzione.

In caso di impugnazione degli atti relativi  alle  procedure  di affidamento di cui agli  articoli  1  e  2,  comma  2, qualora  rientranti  nell’ambito  applicativo  dell’articolo 119, comma 1, lettera a), del  codice  del  processo  amministrativo, approvato con il decreto  legislativo  2  luglio  2010,  n.  104,  si applicherà l’articolo 125, comma 2, del medesimo codice.

In caso di impugnazione degli atti relativi  alle  procedure  di affidamento di cui all’articolo 2, comma 3, si applicherà l’articolo 125 del codice del processo  amministrativo,  approvato  con  il  decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.

In  considerazione   dell’incremento   dei   costi   derivanti dall’adeguamento   alle   misure   di   contenimento   e    contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nell’erogazione dei servizi di pulizia o di lavanderia in ambito  sanitario  o  ospedaliero,  nel caso in cui detto adeguamento determini un  incremento  di  spesa  di importo superiore al 20 per cento del prezzo indicato  nel  bando  di gara o nella lettera di invito, le stazioni appaltanti, in  relazione alle procedure di affidamento aggiudicate in  data  anteriore  al  31 gennaio 2020, potranno procedere, qualora non abbiano già  provveduto alla stipulazione del contratto e l’aggiudicatario non  si  sia  già avvalso della facoltà di cui all’articolo 32, comma 8,  del  decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, alla  revoca dell’aggiudicazione, ai sensi dell’articolo 21-quinquies della legge  7  agosto  1990,  n. 241.

In  tal  caso,  il  provvedimento  di  revoca   sarà   comunicato all’aggiudicatario entro trenta  giorni  dalla  data  di  entrata  in vigore della legge di conversione del presente decreto.

In  relazione  ai  contratti  dei  servizi  di  pulizia  o  di lavanderia in ambito sanitario o ospedaliero, in corso di  esecuzione alla data del 31 gennaio 2020 ed ancora efficaci alla data di entrata in vigore  della  legge  di  conversione  del  presente  decreto,  le stazioni appaltanti potranno procedere alla risoluzione degli  stessi, ai sensi dell’articolo 108 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nel caso in cui dall’adeguamento alle misure  di  contenimento  e contrasto  dell’emergenza  epidemiologica  da  COVID-19   derivi   un incremento di prezzo  superiore  al  20  per  cento  del  valore  del contratto iniziale.

La  risoluzione  del  contratto  di  appalto  sarà dichiarata dalla stazione appaltante entro trenta giorni  dalla  data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

In relazione ai contratti, resta  ferma  la possibilità di procedere alla loro modifica nei limiti e secondo  le modalità di cui all’articolo 106 del decreto legislativo  18  aprile 2016, n. 50.

Quando la stesura della motivazione sia particolarmente complessa, il giudice pubblicherà  il  dispositivo  nel  termine  di  cui  sopra, indicando anche le domande eventualmente  accolte  e  le  misure  per darvi attuazione, e comunque deposita la sentenza entro trenta giorni dall’udienza”.

-La legge di conversione ha inserito l’art. 4-bis in tema di “Ulteriori misure in materia di contratti  pubblici” che ha disposto che in  considerazione   dell’incremento   dei   costi   derivanti dall’adeguamento   alle   misure   di   contenimento   e    contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nell’erogazione dei servizi di pulizia o di lavanderia in ambito  sanitario  o  ospedaliero,  nel caso in cui detto adeguamento determini un  incremento  di  spesa  di importo superiore al 20 per cento del prezzo indicato  nel  bando  di gara o nella lettera di invito, le stazioni appaltanti, in  relazione alle procedure di affidamento aggiudicate in  data  anteriore  al  31 gennaio 2020, potranno procedere, qualora non abbiano già  provveduto alla stipulazione del contratto e l’aggiudicatario non  si  sia  già avvalso della facoltà di cui all’articolo 32, comma 8,  del  decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, alla  revoca  dell’aggiudicazione, ai sensi dell’articolo 21-quinquies della legge  7  agosto  1990,  n. 241.

In  tal  caso,  il  provvedimento  di  revoca   sarà  comunicato all’aggiudicatario entro trenta  giorni  dalla  data  di  entrata  in vigore della legge di conversione del presente decreto.

In  relazione  ai  contratti  dei  servizi  di  pulizia  o  di lavanderia in ambito sanitario o ospedaliero, in corso di  esecuzione alla data del 31 gennaio 2020 ed ancora efficaci alla data di entrata in vigore  della  legge  di  conversione  del  presente  decreto,  le stazioni appaltanti potranno procedere alla risoluzione degli  stessi, ai sensi dell’articolo 108 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nel caso in cui dall’adeguamento alle misure  di  contenimento  e contrasto  dell’emergenza  epidemiologica  da  COVID-19   derivi   un incremento di prezzo  superiore  al  20  per  cento  del  valore  del contratto iniziale.

La  risoluzione  del  contratto  di  appalto  sarà dichiarata dalla stazione appaltante entro trenta giorni  dalla  data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

In relazione ai contratti di cui sopra,  resta  ferma  la possibilità di procedere alla loro modifica nei limiti e secondo  le modalità di cui all’articolo 106 del decreto legislativo  18  aprile 2016, n. 50.


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