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Valutazioni e progressioni economiche e di carriera dei dipendenti: escluso l’accesso civico


E’ legittimo negare l’accesso civico alla documentazione presentata dai dipendenti per la partecipazione alla selezione finalizzata all’attribuzione della progressione economica orizzontale.

L’ostensione di tale documentazione, contenente dati e informazioni personali di diversa specie e natura, che – oltre a riguardare dati identificativi, di residenza e di contatto – afferiscono alla posizione giuridica ed economica del dipendente, agli aspetti della vita lavorativa e alla qualità delle prestazioni svolte, alla formazione e all’aggiornamento professionale, può determinare ripercussioni negative sul piano professionale, personale, sociale e relazionale del dipendente.

Questo quanto chiarito dal Garante della Privacy, con il provvedimento n. 466 dell’11 ottobre 2018.

Nel caso di specie l’ente aveva indetto una selezione per l’attribuzione della progressione economica orizzontale per il personale interno.

Nell’avviso di selezione era previsto che, ai fini della partecipazione, i concorrenti dovevano indicare

dati e informazioni di diversa specie e natura, tra cui la posizione giuridica posseduta, il punteggio conseguito nell’ultima valutazione della performance individuale, l’assenza di sanzioni disciplinari, divenute definitive, superiori al rimprovero scritto, i corsi di formazione e/o l’attività formativa svolta nel biennio.

Come evidenziato dal Garante, l’accesso a tali dati e informazioni, riguardanti i dipendenti e la relativa attività lavorativa, potrebbe determinare un’interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e libertà dei dipendenti, potendoli esporre a difficoltà relazionali con i colleghi di lavoro e creare ingiustificati pregiudizi da parte degli utenti esterni che venissero a contatto con gli stessi nell’esercizio delle loro funzioni, con conseguenti ripercussioni negative sul piano professionale, personale, sociale e relazionale, sia all’interno che all’esterno dell’ambiente lavorativo.

Essendo, nel caso di specie, particolarmente difficile, se non impossibile, l’anonimizzazione dei documenti, l’Autorità ha escluso anche la possibilità di consentire un eventuale accesso civico parziale.


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