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Il rapporto tra la mobilità e lo scorrimento di una graduatoria concorsuale


La scelta di procedere alla mobilità volontaria rispetto a quella dello scorrimento della graduatoria non necessita di un obbligo di speciale motivazione, trattandosi di soluzione che privilegia la redistribuzione delle risorse umane tra le pubbliche amministrazioni in luogo dell’aumento del personale mediante nuove assunzioni.

Questo il principio espresso dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 3750 del 19 giugno 2018.

Nel caso di specie l’amministrazione, stante l’esigenza di copertura di posti vacanti in organico, in luogo dello scorrimento di una graduatoria vigente, aveva reclutato il nuovo personale mediante un bando per mobilità.

Un soggetto utilmente collocato nella graduatoria aveva impugnato tale decisione.

Nel merito, la questione dedotta in giudizio ha riguardato il rapporto tra lo scorrimento di una graduatoria concorsuale ancora valida ed efficace e l’indizione di una procedura di mobilità per la copertura di un posto vacante in organico.

Si tratta di questione molto delicata in quanto incidente su una pluralità di situazioni soggettive rilevanti giuridicamente, in conflitto tra loro.

I giudici amministrativi hanno ritenuto corretto l’operato dell’amministrazione richiamando essenzialmente la giurisprudenza in base alla quale le Amministrazioni, prima di procedere all’indizione di pubblici concorsi finalizzati alla copertura di posti vacanti (quindi anche prima di procedere allo scorrimento delle graduatorie concorsuali già pubblicate) devono attivare le procedure di mobilità esterna del personale di altre Amministrazioni pubbliche, rispondendo ad esigenze di efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa la preferenza per l’utilizzazione di personale con esperienza acquista nell’esercizio dei compiti propri del posto da ricoprire.

In tal senso si è espressa anche la Corte di Cassazione con la sentenza n. 12559/2017 secondo cui l’esistenza di una graduatoria concorsuale ancora valida ed efficace limita quando non esclude l’indizione di un nuovo concorso, ma non prevale sulla mobilità volontaria.

L’istituto della mobilità volontaria è da preferire allo scorrimento delle graduatorie per ragioni di contenimento della spesa: con la mobilità, infatti, la copertura dei posti si consegue attraverso un’ottimale redistribuzione di personale pubblico già in servizio, mentre con lo scorrimento, pur trattandosi di procedure già espletate, si determina comunque la provvista “aggiuntiva” di nuove risorse umane.


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