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La nozione di società a controllo pubblico secondo il MEF


La Struttura di Monitoraggio delle partecipazioni pubbliche, istituita presso il MEF, Dipartimento del Tesoro, ha pubblicato un orientamento avente ad oggetto la nozione di “società a controllo pubblico” di cui all’articolo 2, comma 1, lett. m) del d.lgs. 175/2016 (TU Società a partecipazione pubblica.

Il Mef ha evidenziato che, in virtù del combinato disposto delle lettere b) ed m) dell’art. 2 del d.lgs. n. 175/2016, il legislatore ha ampliato le fattispecie del “controllo”, prevedendo che:

a)      il controllo di cui all’articolo 2359 c.c. possa essere esercitato da più amministrazioni congiuntamente, anche a prescindere dall’esistenza di un vincolo legale, contrattuale, statutario o parasociale tra le stesse;

b)      si realizzi una ulteriore ipotesi di controllo congiunto, rispetto a quelle di cui alla precedente lettera a), quando “in applicazione di norme di legge o statutarie o di patti parasociali, per le decisioni finanziarie e gestionali strategiche relative all’attività sociale è richiesto il consenso unanime di tutte le parti che condividono il controllo” (rientra in tale fattispecie anche il caso dell’influenza interdittiva attribuita alla Pubblica Amministrazione, come nell’ipotesi del patto parasociale che attribuisce al socio pubblico un potere di veto).

In tal senso si veda Corte dei Conti Liguria, del. n. 3/2018.


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