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Collocamento mirato disabili: quote obbligatorie anche senza nuove assunzioni


Dal 1° gennaio 2017 sono vigenti i nuovi obblighi in tema di collocamento mirato, a seguito delle modifiche apportate dal Jobs act alla legge 68/1999 sui disabili, in particolare a fronte dell’abrogazione, da parte dell’articolo 3, del d.lgs. 151/2015 , dell’articolo 3, comma 2 della legge 68 che stabiliva che “per i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti (intesi come base di computo) l’obbligo di cui al comma 1 si applica solo in caso di nuove assunzioni”.

In pratica viene meno la possibilità di “congelare” l’inserimento di un lavoratore disabile subordinato alla realizzazione di una nuova assunzione

I datori di lavoro pubblici e privati sono obbligati ad avere alle proprie dipendenze lavoratori appartenenti a categorie protette indicate dall’articolo 1, della legge 68, nel rispetto di questi criteri:

  • il 7% dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti (oltre all’1% riservato a vedove, orfani o profughi);
  • due lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti;
  • un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.

Le medesime disposizioni trovano applicazione anche nei confronti dei partiti politici, delle organizzazioni sindacali e delle organizzazioni non lucrative.

Sul piano operativo, la nuova regola comporta come conseguenza che i datori di lavoro che già si trovano nella fascia di organico da 15 a 35 dipendenti computabili dovranno provvedere a coprire la quota di riserva. L’articolo 9, comma 1, della legge 68/1999 prevede che i datori di lavoro devono presentare agli uffici competenti la richiesta di assunzione entro 60 giorni dal momento in cui è scattato l’obbligo, per cui è da ritenere che la decorrenza dei 60 giorni scatti a partire dal 1° gennaio 2017, ossia dall’insorgenza dell’obbligo medesimo.

Allo stesso modo, i datori di lavoro che d’ora in poi supereranno la soglia dei 14 dipendenti dovranno seguire la stessa regola.

I datori di lavoro che dovessero avere in forza lavoratori già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, potranno computarli nella quota di riserva, ai sensi del nuovo comma 3-bis, dell’articolo 4, della legge 68, qualora gli stessi abbiano una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60%.

Sempre in tema di collocamento mirato, vale la pena ricordare come il d.lgs 185/2016 abbia innalzato gli importi sanzionatori in caso di mancata assunzione dei disabili.

L’articolo 15, della legge 68/1999 stabilisce che, trascorsi 60 giorni dalla data in cui insorge l’obbligo di assumere i disabili, per ogni giorno lavorativo durante il quale risulti non coperta, per cause imputabili all’azienda, la quota dell’obbligo, il datore di lavoro stesso è tenuto al versamento (al Fondo regionale per l’occupazione dei disabili) di una somma pari a cinque volte la misura del contributo esonerativo di cui all’articolo 5 , comma 3-bis, al giorno, per ciascun lavoratore disabile che risulta non occupato nella medesima giornata.

L’importo corrisponde a 153,20 euro (precedentemente pari a 62,77 euro) per ciascun lavoratore disabile che risulta non occupato nella giornata.

Tuttavia, in caso di violazione dell’obbligo, continua a trovare applicazione la procedura di diffida prevista dal d.lgs. 124/2004, con cui l’ispettore assegna un termine di 30 giorni per la regolarizzazione.


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