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Veneto, del. n. 68 – Gratuità compenso amministratori: contrasto con l’articolo 2389 c.c.


Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla corretta interpretazione del comma 4 dell’articolo 4 del d.l. 95/2012, che prevede la riduzione dell’80% dei costi per i compensi degli Amministratori rispetto al 2013.

I magistrati contabili del Veneto, con la deliberazione 68/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 3 febbraio, hanno ribadito che il parametro di riferimento individuato dalla norma ai fini della riduzione della spesa, ossia il “costo complessivamente sostenuto nell’anno 2013”, non consente di attribuire rilevanza alla circostanza che, nel 2013, vi sia stato un minor (o anche nessun) esborso da parte della società a titolo di compenso per gli amministratori (Corte dei conti, sez. Piemonte, del. n. 107/2015; sez. Emilia – Romagna, del. n. 120/2015).

Tuttavia, nel caso in cui l’applicazione della norma comportasse la negazione dei compensi agli amministratori della società (come nel caso in cui, nel 2013, la società non abbia erogato alcunché ai propri amministratori, in applicazione del comma 718 dell’art. 1 della legge 296/2006), si pone un problema di coordinamento con la disciplina civilistica.

Infatti, la gratuità dell’incarico contrasta con l’articolo 2389 c.c., che prevede, invece, l’onerosità della prestazione fornita dai componenti dei Consigli di amministrazione delle società, in ossequio, tra l’altro, al principio di corrispettività delle prestazioni.

Come evidenziato dai magistrati contabili “un tale effetto, ultroneo ed eccessivo, non rispondente, peraltro, alla ratio della norma, che è quella di determinare il contenimento dei costi delle società pubbliche strumentali non di eliminare i compensi degli amministratori, renderebbe opportuno un intervento correttivo del legislatore, ma non legittima la disapplicazione del chiaro precetto ivi contenuto”.

Leggi la deliberazione
CC Sez. Controllo Veneto del. n. 68-16


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