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Il regolamento di organizzazione del Corpo di Polizia Comunale rientra nelle attribuzioni del Consiglio comunale avendo esso ad oggetto, non l’articolazione organizzativa di uffici o servizi, ma l’organizzazione e le modalità di esercizio di una delle funzioni primarie di competenza del Comune, decisive per poter assicurare e garantire un’ordinata convivenza civile all’interno del territorio di riferimento.

Questo il principio espresso dal Tar Abruzzo, Pescara, con la sentenza n. 309 del 30 ottobre 2017.

Nel caso di specie la Giunta comunale aveva approvato un nuovo Regolamento del Corpo di Polizia Municipale, abrogando e sostituendo quello precedentemente vigente.

La Giunta aveva ritenuto la propria competenza ai sensi dell’articolo 48 del Tuel che, al comma 3, le attribuisce la competenza all’adozione dei regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal Consiglio.

Di diverso avviso i giudici amministrativi secondo cui in ambito comunale, il potere regolamentare, ai sensi dell’art. 42 comma 2 lett. a) del Tuel appartiene al Consiglio Comunale quale organo di indirizzo politico amministrativo.

La competenza regolamentare in capo alla Giunta, prevista dall’articolo 48, comma 3 del Tuel per i soli “regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal consiglio” costituisce oggetto di una previsione normativa eccezionale e derogatoria dell’ordinario riparto di competenze tra Giunta e Consiglio, e pertanto deve considerarsi di stretta interpretazione e non estensibile né applicabile analogicamente a fattispecie simili.

A tal proposito il Corpo di Polizia Municipale non può ritenersi assimilato agli “uffici” o servizi” dell’ente comunale, dal momento che esso rappresenta un’entità organizzativa unitaria ed autonoma da altre strutture organizzative del Comune.

Di conseguenza, il Regolamento di organizzazione del Corpo di Polizia Comunale deve essere adottato dal Consiglio Comunale quale organo rappresentativo deputato per legge a dettare gli indirizzi generali e programmatici dell’amministrazione, e, nell’ambito delle sue funzioni, ad adottare le decisioni più rilevanti per la comunità di cui è espressione.