self enti locali revoca

L’aggiudicazione provvisoria è una fase necessaria, ma non decisiva, della procedura di scelta del contraente, a fronte della quale non possono configurarsi situazioni di vantaggio stabili in capo al beneficiario, titolare di una mera aspettativa non qualificata o di fatto alla conclusione del procedimento.

Di conseguenza, la decisione dell’amministrazione di procedere alla revoca dell’aggiudicazione provvisoria e di non dar corso definitivo alla gara svolta, non necessita di un particolare onere motivazionale.

Questo il principio ribadito dal Tar Piemonte, Torino, con la sentenza n. 861 del 17 luglio 2017.

Secondo consolidati principi giurisprudenziali, nelle procedure di evidenza pubblica l’aggiudicazione provvisoria è un atto endoprocedimentale, di natura provvisoria, che si inserisce nell’ambito della procedura di scelta del contraente come sub-procedimento e quindi come fase necessaria, ma non decisiva, atteso che la definitiva individuazione del contraente risulta consacrata solo con l’aggiudicazione definitiva (Tar Campania, Salerno, sent. n. 1153/2017).

Fino a quando non sia intervenuta l´aggiudicazione definitiva rientra, dunque, nel potere discrezionale dell’amministrazione disporre, in presenza di ragioni di pubblico interesse, la revoca o l’annullamento dell’intera procedura di gara, senza neppure speciali oneri motivazionali (Consiglio di Stato, sent. n. 67/2016; Consiglio di Stato, sent. n. 1599/2016).

Al contrario, una volta conclusa la gara ed individuato il vincitore con l’aggiudicazione definitiva, la decisione della p.a. di revocare, in sede di autotutela, il provvedimento di aggiudicazione definitiva, deve essere accompagnata da ragioni convincenti in quanto la posizione dell’aggiudicatario definitivo non è rimovibile in base a presupposti di fatto di scarsa consistenza (Tar Veneto, sent. n. 1242/2013; Consiglio di Stato, sent. n. 2095/2016).