pubblico impiego self enti locali

Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 23 febbraio 2017, ha approvato, in esame preliminare, i decreti legislativi contenenti disposizioni di attuazione della riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124).

Nel comunicato, pubblicato in data odierna, sono messi in evidenza i punti di rilievo oggetto dei provvedimenti.

Relativamente alle modifiche apportate al d.lgs. 165/2001 cd. Testo unico del pubblico impiego, in attuazione della delega contenuta negli articoli 16 e 17 della legge 124/2015, il decreto introduce disposizioni mirate al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  • il progressivo superamento della “dotazione organica”, fermi restando i limiti di spesa, attraverso il nuovo strumento del “Piano triennale dei fabbisogni”, e la definizione di obiettivi di contenimento delle assunzioni, differenziati in base agli effettivi fabbisogni e la rilevazione delle competenze dei lavoratori pubblici;
  • la disciplina delle forme di lavoro flessibile, anche al fine di prevenire il precariato, unitamente ad una soluzione transitoria per superare il pregresso: viene stabilito a regime il divieto per le pubbliche amministrazioni di stipulare contratti di collaborazione e vengono introdotte specifiche procedure per l’assunzione a tempo indeterminato di personale in possesso dei requisiti;
  • l’introduzione di norme in materia di responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti, finalizzate ad accelerare e rendere concreta e certa nei tempi l’azione disciplinare;
  • la possibilità di svolgimento dei concorsi in forma centralizzata o aggregata (estesa alle Regioni) e la definizione di limiti, in relazione al numero dei posti banditi, per gli idonei non vincitori;
  • l’integrazione nell’ambiente di lavoro delle persone con disabilità, anche attraverso l’istituzione di un’apposita Consulta nazionale.

I provvedimenti di riforma hanno interessato anche l’aspetto relativo alla valutazione della performance dei dipendenti pubblici rispetto al quale sono apportate profonde modifiche al d.lgs. 150/2009.

Sul punto l’obiettivo generale perseguito mira all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e garantire l’efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni.

Il decreto, ispirato ai principi di semplificazione delle norme in materia di valutazione dei dipendenti pubblici, di riconoscimento del merito e della premialità, di razionalizzazione e integrazione dei sistemi di valutazione, di riduzione degli adempimenti in materia di programmazione e di coordinamento della disciplina in materia di valutazione e controlli interni, si introduce, tra le altre, le seguenti novità:

  • viene chiarito che il rispetto delle disposizioni in materia di valutazione costituisce non solo condizione necessaria per l’erogazione di premi, ma rileva anche ai fini del riconoscimento delle progressioni economiche, dell’attribuzione di incarichi di responsabilità al personale e del conferimento degli incarichi dirigenziali; la valutazione negativa delle performance rileva anche ai fini dell’accertamento della responsabilità dirigenziale;
  • ogni amministrazione pubblica è tenuta a misurare e a valutare la performance con riferimento all’amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti o gruppi di dipendenti;
  • oltre agli obiettivi specifici di ogni amministrazione, è stata introdotta la categoria degli obiettivi generali, i quali saranno indicati dal governo (d’intesa con gli amministratori nel caso di Regioni ed enti locali) e saranno legati alle «priorità strategiche» nazionali, definiti tenendo conto del comparto di contrattazione collettiva di appartenenza;
  • gli OIV, tenendo conto delle risultanze dei sistemi di controllo strategico e di gestione presenti nell’amministrazione, dovranno verificare l’andamento delle performance rispetto agli obiettivi programmati durante il periodo di riferimento e segnalare eventuali necessità di interventi correttivi;
  • viene riconosciuto, per la prima volta, un ruolo attivo dei cittadini ai fini della valutazione della performance organizzativa, mediante la definizione di sistemi di rilevamento della soddisfazione degli utenti in merito alla qualità dei servizi resi;
  • nella misurazione delle performance individuale del personale dirigente, è attribuito un peso prevalente ai risultati della misurazione e valutazione della performance dell’ambito organizzativo di cui hanno essi diretta responsabilità;
  • è definito un coordinamento temporale tra l’adozione del Piano della performance e della Relazione e il ciclo di programmazione economico-finanziaria;
  • sono introdotti nuovi meccanismi di distribuzione delle risorse destinate a remunerare la performance organizzativa e individuale, con attribuzione al contratto collettivo nazionale della competenza ad individuare le rispettive quote e i criteri idonei a garantire la differenziazione dei giudizi cui corrisponda un’effettiva diversificazione dei trattamenti economici correlati.

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