Un sindaco ha chiesto un parere in merito alle conseguenze scaturenti dalla violazione del Patto di stabilità per l’anno 2012.

I magistrati contabili della Campania, con la deliberazione 32/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 21 febbraio, hanno ricordato che l’articolo 43, comma 3-ter, del d.l. 133/2014, aggiunto dall’articolo 1, comma 9, del d.l. 78/2010, prevede che: “Le sanzioni relative al mancato rispetto dei vincoli del patto di stabilità interno nell’anno 2012 o negli esercizi precedenti non trovano applicazione, e qualora già applicate ne vengono meno gli effetti, nei confronti degli enti locali per i quali la dichiarazione di dissesto finanziario sia intervenuta nell’esercizio finanziario 2012 e la violazione del patto di stabilità interno sia stata accertata successivamente alla data del 31 dicembre 2013”.

La norma è destinata agli enti che hanno dichiarato il dissesto finanziario nell’esercizio finanziario e nei quali la violazione del patto di stabilità interno (riferito all’anno 2012 e precedenti) sia stata accertata successivamente alla data del 31 dicembre 2013.

In altri termini, è necessaria la ricorrenza di entrambi i presupposti (dichiarazione del dissesto finanziario nel 2012 e violazione del patto accertata successivamente alla data del 31 dicembre 2013).

Come evidenziato dai magistrati contabili, l’articolo 4, comma 1, del d.l.78/2010 consente la disapplicazione delle sanzioni (in particolare, quelle di cui all’articolo 31, comma 26, lettera d), della legge 183/2011), nei confronti degli enti che non hanno rispettato il Patto “per gli anni 2014 e 2015”. Trattandosi di una norma eccezionale e derogatoria rispetto a talune specifiche sanzioni conseguenti alla violazione del Patto, limitatamente a determinati anni (tanto che il legislatore è dovuto intervenire con l’articolo 1, comma 760, della legge 208/2015, per estenderne l’applicazione anche al mancato rispetto del Patto per l’anno 2015), non può che essere oggetto di una interpretazione letterale e non già di una interpretazione analogica (volta ad estenderne l’ambito soggettivo di applicazione e/o ad introdurre “ulteriori” eccezioni).

Le problematiche connesse alla gestione del personale saranno oggetto di approfondimento nei seminari di studio:

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CC Sez. controllo Campania del. n. 32 – 17