Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla possibilità per l’ente di riconoscere benefici quali agevolazioni/riduzioni IMU o anche agevolazioni TARI.

I magistrati contabili dell’Emilia, con la deliberazione 86/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 14 ottobre, pur dichiarando inammissibile il quesito posto hanno ricordato che la legge 147/2013, all’articolo 1, commi 659 e 660, ha esattamente perimetrato le facoltà dei Comuni con riguardo alla TARI, attribuendo loro la possibilità, attraverso il regolamento di cui all’art. 52 del d.lgs. 446/1997, di prevedere ulteriori riduzioni ed esenzioni tariffarie rispetto a quelle già fissate dal comma 659.

E’ previsto, in tali casi, che vada deliberata la relativa copertura al fine di governare gli effetti che il mancato o ridotto gettito del tributo possa arrecare agli equilibri di bilancio dell’ente locale.

Il successivo comma 679 della medesima legge 147/2013, invece, si limita a stabilire le fattispecie per cui il comune può prevedere esenzioni e riduzioni TASI, attraverso il medesimo strumento regolamentare.

Tale differente disciplina si atteggia come espressione del principio dell’indisponibilità dell’obbligazione tributaria che risulta derogabile nel nostro ordinamento solo in forza di disposizioni di legge. (Sez. Emilia Romagna, del n. 27/2016).

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