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Il Consiglio di Stato, con il parere n. 1903 del 13 settembre 2016 ha svolto il richiesto esame sulle linee guida elaborate dall’Anac concernenti l’affidamento dei contratti pubblici “sotto-soglia”.

Pur confermando la natura non integrativa, e quindi “non vincolante”, delle linee in discussione, il Consiglio ha rilevato che nel caso in cui le stazioni appaltanti intendano discostarsi da quanto disposto dall’Anac, è necessario adottare un atto che contenga una adeguata e puntuale motivazione, anche a fini di trasparenza, che indichi le ragioni della diversa scelta amministrativa.

Ad avviso del Consiglio, l’Autorità, nell’operare le scelte di fondo, si è adoperata in una meritevole e non facile opera di bilanciamento tra l’esigenza di semplificazione di una procedura che per tradizione si configurata come “alleggerita” e la necessità di rispettare, in ogni caso, i principi generalissimi di concorrenza, trasparenza, non discriminazione, pubblicità e proporzionalità.

Nel contempo, il Consiglio ha ritenuto troppo stringenti le indicazioni di carattere procedurale attinenti l’onere di motivare persino le ragioni della scelta della procedura, ed anche per importi minimi (affidamenti al di sotto di 40.000 euro).

Pur nella consapevolezza che proprio nelle procedure poco rilevanti, il fenomeno corruttivo si annida nella sua dimensione meno facilmente accertabile, è necessario trovare un bilanciamento tra l’obiettivo essenziale di prevenzione della corruzione e la necessità di non ostacolare il rapido svolgimento di appalti di modesto valore.

Risulterebbe, pertanto, maggiormente equilibrato e congruo rispetto all’impianto della legge, scindere i due momenti, riservando alle stazioni appaltanti nel momento preventivo della determina a contrarre, e quindi della scelta della procedura, un onere motivazionale sintetico.

Al contrario, appare più che opportuno che la stazione appaltante in sede di scelta dell’aggiudicatario (e non della procedura), dia conto “dettagliatamente” del possesso, da parte dell’operatore economico selezionato, dei requisiti fissati nella determina a contrarre, così come della rispondenza di quanto offerto all’interesse pubblico che la stazione appaltante deve soddisfare.

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