self enti locali attenzione

Il dipendente pubblico che svolge altre attività lavorative retribuite (sia subordinate che autonome, sia presso soggetti privati che presso altre amministrazioni pubbliche, sia in regime di pubblico impiego che in regime di diritto privato) senza la preventiva autorizzazione è obbligato a riversare tutti gli emolumenti percepiti per tale attività nel conto dell’entrata del bilancio dell’amministrazione di appartenenza, affinché siano destinati ad incrementare il Fondo di produttività o fondi equivalenti.

Questo quanto ribadito dalla Corte dei Conti, sez. Appello per la Regione Sicilia, nella sentenza n. 210 depositata il 7 ottobre 2015, con la quale è stato condannato un dipendente che una volta assunto definitivamente presso la Regione, aveva proseguito l’attività precedentemente svolta alle dipendenze dell’Università.

Il rapporto di lavoro con il datore pubblico è caratterizzato, a differenza di quello privato, dal c.d. “dovere di esclusività”, in base al quale il dipendente pubblico non può svolgere attività extralavorative che non siano state debitamente autorizzate dall’amministrazione di appartenenza.

Le conseguenze della mancata osservanza, da parte dei dipendenti pubblici, del divieto di svolgere attività retribuite al di fuori dell’amministrazione d’appartenenza e senza autorizzazione della medesima sono disciplinate dall’articolo 53, comma 7, del d.lgs. 165/2001 secondo cui l’importo previsto come corrispettivo per le prestazioni svolte dal dipendente infedele deve essere versato, a cura del soggetto erogante o, in difetto, dal percettore, nel conto dell’entrata del bilancio dell’amministrazione d’appartenenza del medesimo dipendente.

Il comma 7-bis, introdotto dalla legge 190/2012, ha conferito effettività a tale norma sancendo che il mancato versamento da parte del dipendente “indebito percettore”, costituisce ipotesi di responsabilità erariale.

L’onere risarcitorio posto in capo al dipendente infedele è pari agli emolumenti retribuiti lordi percepiti.

Si segnala il ns. seminario di studi “Riforma della P.A.: i decreti attuativi” in programma a Firenze l’11 dicembre p.v.