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D.L. “semplificazione”: le novità in materia di contratti pubblici


-L’art. 8 concernente in materia di “Altre disposizioni urgenti in materia di contratti pubblici” è stato modificato come segue:

“In relazione alle procedure pendenti  disciplinate  dal  decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, i cui bandi o avvisi, con i  quali si indice una gara, saranno pubblicati alla data  di  entrata in vigore del presente decreto, nonché, in caso di  contratti  senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, saranno inviati gli inviti a presentare le offerte o i preventivi, ma non siano scaduti i relativi termini, e in  ogni  caso per  le  procedure  disciplinate  dal  medesimo  decreto  legislativo avviate a decorrere dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente decreto e fino alla data del 31 dicembre 2021:

  1. sarà sempre autorizzata  la  consegna  dei  lavori  in  via  di urgenza  e,  nel  caso  di  servizi  e  forniture,  l’esecuzione  del contratto in via d’urgenza ai sensi dell’articolo 32,  comma  8,  del decreto legislativo n. 50 del 2016, nelle  more  della  verifica  dei requisiti di cui all’articolo 80 del  medesimo  decreto  legislativo, nonché   dei   requisiti   di   qualificazione   previsti   per   la partecipazione alla procedura;
  2. le stazioni appaltanti potranno prevedere, a pena di  esclusione dalla procedura, l’obbligo per  l’operatore  economico  di  procedere alla visita dei luoghi, nonché  alla  consultazione  sul  posto  dei documenti di gara e relativi allegati ai  sensi  e  per  gli  effetti dell’articolo 79, comma 2, del decreto legislativo    50  del  2016 esclusivamente   laddove   detto   adempimento    sia    strettamente indispensabile in ragione della  tipologia,  del  contenuto  o  della complessità dell’appalto da affidare;
  3. in relazione alle procedure ordinarie, si applicheranno le riduzioni dei termini procedimentali  per  ragioni  di  urgenza  di  cui  agli articoli 60, comma 3, 61, comma 6, 62 comma 5, 74, commi 2 e  3,  del decreto  legislativo    50  del   2016.

Nella   motivazione   del provvedimento che disporrà la riduzione dei termini non sarà necessario dar conto delle ragioni  di  urgenza,  che  si  considereranno  comunque sussistenti;

d. le procedure di affidamento  di  lavori,  servizi  e  forniture potranno essere avviate anche in mancanza di una specifica  previsione nei documenti di programmazione di cui all’articolo  21  del  decreto legislativo n. 50 del 2016, già adottati,  a  condizione  che  entro trenta giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente decreto si provvederà ad un aggiornamento in conseguenza degli  effetti dell’emergenza COVID-19.

 In relazione alle procedure disciplinate dal decreto legislativo n. 50 del 2016, per le quali sia scaduto entro il 22 febbraio 2020 il termine per la presentazione delle offerte, le  stazioni  appaltanti, fermo quanto previsto dall’articolo 103 del  decreto-legge  17  marzo 2020, n. 18, provvederanno all’adozione dell’eventuale provvedimento  di aggiudicazione entro la data del 31 dicembre 2020.

In relazione agli accordi quadro  di  cui  all’articolo  54  del decreto legislativo n. 50 del 2016, efficaci alla data di entrata  in vigore del presente decreto, le stazioni appaltanti, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e  fermo  quanto  previsto dall’articolo 103 del decreto-legge n. 18 del 2020 provvederanno,  entro la data del 31 dicembre 2020, all’aggiudicazione degli appalti basati su tali accordi quadro ovvero all’esecuzione degli accordi quadro nei modi previsti dai commi da 2 a 6 del medesimo articolo 54.

Con riferimento ai lavori in corso di esecuzione  alla  data  di entrata in vigore del presente decreto:

  1. il direttore dei lavori adotterà, in relazione  alle  lavorazioni effettuate alla medesima data  e  anche  in  deroga  alle  specifiche clausole contrattuali, lo  stato  di  avanzamento  dei  lavori  entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

Il certificato di pagamento verrà emesso contestualmente  e  comunque entro cinque giorni dall’adozione  dello  stato  di  avanzamento.

Il pagamento verrà effettuato entro quindici giorni  dall’emissione  del certificato;

b. saranno riconosciuti, a valere sulle somme  a  disposizione  della stazione appaltante indicate nei quadri economici dell’intervento  e, ove necessario, utilizzando anche le economie derivanti  dai  ribassi d’asta,   i   maggiori    costi    derivanti    dall’adeguamento    e dall’integrazione, da parte del coordinatore della sicurezza in  fase di esecuzione, del piano di sicurezza e coordinamento, in  attuazione delle misure  di  contenimento  di  cui  agli  articoli  1  e  2  del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 e all’articolo 1  del  decreto-legge 5 marzo 2020, n. 19 e il rimborso di detti oneri avviene in occasione del   pagamento   del   primo   stato   di   avanzamento   successivo all’approvazione  dell’aggiornamento  del  piano   di   sicurezza   e coordinamento recante la quantificazione degli oneri aggiuntivi;

c. il rispetto delle misure di contenimento previste dall’articolo 1 del decreto-legge n. 6 del 2020 e dall’articolo 1 del decreto-legge n. 19 del  2020 nonché  dai  relativi  provvedimenti  attuativi,  ove impedisca, anche  solo  parzialmente,  il  regolare  svolgimento  dei lavori ovvero la regolare esecuzione dei servizi  o  delle  forniture costituisce causa di forza  maggiore,  ai  sensi  dell’articolo  107, comma 4, del decreto legislativo n. 50 del 2016 e, qualora  impedisca di  ultimare  i  lavori,  i  servizi  o  le  forniture  nel   termine contrattualmente previsto,  costituirà  circostanza  non  imputabile all’esecutore ai sensi del comma 5 del citato articolo  107  ai  fini della proroga di detto termine, ove richiesta; non si  applicheranno  gli obblighi di comunicazione all’Autorità nazionale anticorruzione e le sanzioni previste  dal  terzo  e  dal  quarto  periodo  del  comma  4 dell’articolo 107 del decreto legislativo n. 50 del 2016.

Al decreto legislativo n. 50 del 2016 sono apportate le seguenti modificazioni:

  1. all’articolo 38:

1)  al  comma  1,  secondo  periodo,  le  parole  “agli  ambiti  di attività,” sono soppresse;

2) al comma 2, primo  periodo,  le  parole  “sentite  l’ANAC  e  la Conferenza Unificata,” sono sostituite dalle seguenti: “di intesa con la Conferenza unificata e sentita l’ANAC,”;

3) al comma 3:

3.1) sono premesse le seguenti parole: “Fatto salvo quanto previsto dal comma 3-bis”;

3.2) alla lettera a), le parole “programmazione e” sono soppresse;

3.3) dopo il comma 3, è inserito il seguente il quale dispone che: “3-bis. Le  centrali di committenza e i soggetti aggregatori sono qualificati almeno negli ambiti di cui al comma 3,  lettere  a)  e  b).  Nelle  aggiudicazioni relative all’acquisizione di beni, servizi o lavori effettuati  dalle centrali  di  committenza,  ovvero  dai  soggetti   aggregatori,   le attività correlate all’ambito di cui al comma 3, lettera c)  potranno essere effettuate direttamente dai soggetti per i quali  sono  svolte le suddette aggiudicazioni purché qualificati almeno in detto ambito secondo  i  criteri  individuati  dal  decreto  del  Presidente   del Consiglio dei ministri di cui al comma 2.”;

4) all’articolo 80, comma 4, il quinto periodo  è  così riscritto:  “Un  operatore  economico  può   essere   escluso   dalla partecipazione a una procedura d’appalto se la stazione appaltante è a conoscenza e può adeguatamente dimostrare che  lo  stesso  non  ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali non definitivamente accertati  qualora tale mancato pagamento costituisca  una  grave  violazione  ai  sensi rispettivamente del secondo o del quarto periodo.

Il  presente  comma non si applica quando l’operatore economico ha  ottemperato  ai  suoi obblighi pagando o  impegnandosi  in  modo  vincolante  a  pagare  le imposte o  i  contributi  previdenziali  dovuti,  compresi  eventuali interessi o multe, ovvero quando il debito tributario o previdenziale sia  comunque  integralmente  estinto,   purché   l’estinzione,   il pagamento  o  l’impegno  si  siano  perfezionati  anteriormente  alla scadenza del termine per la presentazione delle domande.”;

5) è stato inserito il comma  5 che dispone quanto segue:

“In relazione all’adeguatezza della copertura  assicurativa  offerta  viene  valutata sulla base della polizza assicurativa contro i  rischi  professionali posseduta dall’operatore  economico  e  in  corso  di  validità.

In relazione alle polizze assicurative di importo  inferiore  al  valore dell’appalto, le stazioni appaltanti potranno richiedere che l’offerta sia  corredata,  a  pena  di  esclusione,   dall’impegno   da   parte dell’impresa  assicuratrice  ad  adeguare  il  valore  della  polizza

assicurativa a quello dell’appalto, in caso di aggiudicazione.

Le disposizioni  di cui sopra si applicheranno alle procedure  i cui bandi o avvisi, con i quali si indice una gara,  saranno  pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore del presente  decreto, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o  avvisi, alle procedure in cui, alla medesima  data,  non  sono  ancora  stati inviati gli inviti a presentare le offerte o i preventivi.

In considerazione dell’emergenza sanitaria da COVID-19  e delle conseguenti esigenze di accelerazione  dell’iter  autorizzativo di grandi opere  infrastrutturali  e  di  architettura  di  rilevanza sociale, aventi impatto sull’ambiente, sulle  città  o  sull’assetto del  territorio,  sino  al  31  dicembre  2023,  su  richiesta  delle amministrazioni aggiudicatrici, le regioni, ove riterranno le suddette opere di particolare interesse pubblico e rilevanza  sociale,  previo parere favorevole della maggioranza delle amministrazioni provinciali e comunali interessate, potranno autorizzare la deroga alla  procedura di dibattito pubblico di cui all’articolo 22, comma  2,  del  decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, e al relativo regolamento  di  cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 maggio  2018, n. 76, consentendo alle medesime  amministrazioni  aggiudicatrici  di procedere    direttamente    agli    studi     di     pre- fattibilità tecnico-economica  nonché  alle  successive  fasi  progettuali,  nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo 18  aprile  2016, n. 50”.

Il comma 7 è stato completamente riscritto  dalle legge di conversione, il quale dispone che

In   deroga all’articolo 215, comma 3, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, fino al 31 dicembre  2021,  il  Consiglio  superiore  dei  lavori pubblici esprime il  parere  obbligatorio  di  cui  al  comma  3  del medesimo articolo 215 esclusivamente  sui  progetti  di  fattibilità tecnica ed economica di lavori  pubblici  di  competenza  statale,  o comunque finanziati per almeno  il  50  per  cento  dallo  Stato,  di importo pari o superiore  ai  100  milioni  di  euro. 

Per  i  lavori pubblici di importo inferiore a 100 milioni  di  euro  e  fino  a  50 milioni  di  euro,  le  competenze  del  Consiglio   superiore   sono esercitate   dai   comitati   tecnici   amministrativi    presso    i Provveditorati interregionali per le opere pubbliche. 

Per  i  lavori pubblici di importo inferiore a  50  milioni  di  euro  si  prescinde dall’acquisizione del parere di cui all’articolo 215,  comma  3,  del citato decreto legislativo n. 50 del 2016.”.

Al codice dei beni culturali e del paesaggio, di  cui  al decreto legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42,  sono  apportate  le seguenti modificazioni:

“Qualora l’affidamento dei servizi integrati  abbia ad oggetto una concessione di servizi ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera v), del  decreto  legislativo  18  aprile  2016,  n.  50, l’integrazione potrà essere  realizzata  anche  indipendentemente  dal rispettivo valore economico dei servizi considerati.

Sarà  ammessa  la stipulazione di contratti di appalto pubblico aventi ad oggetto uno o più servizi tra quelli di cui al comma 1 e uno o più tra i  servizi di pulizia, di vigilanza e di biglietteria.

Il Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle   misure   di   contenimento   e    contrasto    dell’emergenza epidemiologica COVID-19, di cui all’articolo 122 del decreto-legge 17 marzio 2020, n. 18, fino  alla  scadenza  del  predetto  stato  di emergenza, procederà, nell’ambito dei  poteri  conferitigli  e  con  le modalità  previste  dalla   suddetta   norma,   all’acquisizione   e distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi  di  protezione individuale, nonché di ogni necessario  bene  strumentale,  compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l’ordinato  avvio  dell’anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e  contrastare  l’eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali.

Il Commissario,  per l’attuazione di quanto sopra previsto,  provvederà  nel limite delle risorse assegnate allo scopo con delibera del  Consiglio dei  ministri  a valere  sul  Fondo  emergenze  nazionali   di   cui all’articolo 44 del decreto legislativo 2  gennaio  2018,  n.  1 infatti  le risorse saranno versate sull’apposita contabilità speciale intestata al Commissario.

A tale scopo, le procedure di affidamento dei  contratti pubblici, necessarie per dare attuazione a quanto sopra esposto,  potranno essere avviate dal Commissario anche precedentemente al trasferimento alla contabilità speciale delle suddette risorse.

Le procedure di affidamento dei contratti pubblici necessari per dare attuazione ai piani di riorganizzazione della rete ospedaliera e di quella territoriale  per  il  contrasto  dell’emergenza  COVID-19, potranno  essere  avviate  dal  Commissario   straordinario   di   cui all’articolo  122  del   decreto-legge   n.   18   del   2020   anche precedentemente al trasferimento alla contabilità speciale intestata al Commissario straordinario degli importi autorizzati ai sensi delle vigenti disposizioni.

In ogni caso in cui per la selezione del contraente  o  per  la stipulazione  del  contratto  relativamente  a  lavori,   servizi   o forniture previsti o in  qualunque  modo  disciplinati  dal  presente decreto, sarà richiesto di  produrre  documenti  unici  di  regolarità contributiva di cui al decreto  del  Ministero  del  lavoro  e  delle politiche  sociali  30  gennaio  2015,  pubblicato   nella   Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2015, ovvero di indicare, dichiarare o autocertificare la regolarità contributiva ovvero  il  possesso  dei predetti  documenti  unici,  non   si   applicheranno   le   disposizioni dell’articolo 103,  comma  2,  del  decreto-legge  n.  18  del  2020, relative alla  proroga  oltre  la  data  del  31  luglio  2020  della validità dei documenti unici di regolarità contributiva in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020.

Al  Documento  unico  di  regolarità  contributiva  dovrà essere aggiunto  quello  relativo  alla  congruità   dell’incidenza   della manodopera relativa allo specifico intervento, secondo  le  modalità indicate con decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche sociali, da adottare entro sessanta giorni dalla data di  entrata  in vigore della legge di conversione del presente  decreto.

Saranno  fatte salve le procedure i cui bandi o avvisi che  saranno pubblicati  prima  della data di entrata in vigore del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di cui al periodo precedente.

Con regolamento, da emanarsi con decreto del  Presidente  della Repubblica, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, su proposta del Ministro  della  difesa,

di concerto con il Ministro delle  infrastrutture  e  dei  trasporti, acquisiti i pareri del Consiglio superiore dei lavori pubblici e  del Consiglio di Stato, che  si  pronuncerà  entro  quarantacinque  giorni dalla richiesta, sarà definita la  disciplina  esecutiva,  attuativa  e integrativa  delle  disposizioni  concernenti  le  materie   di   cui all’articolo 2, comma 1, lettere a), c) ed  e),  anche  in  relazione alle disposizioni del decreto legislativo  18  aprile  2016,  n.  50, applicabili al presente decreto”.


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