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D.L. “semplificazione”: le novità in materia di contratti pubblici


L’art. 3, concernente “Verifiche antimafia e protocolli di legalità” è stato così modificato:

“Al fine di potenziare e semplificare il sistema delle  verifiche antimafia per corrispondere con efficacia e celerità  alle  esigenze degli   interventi   di   sostegno    e    rilancio    del    sistema economico-produttivo conseguenti all’emergenza sanitaria globale  del COVID-19, fino al 31 dicembre 2021, ricorrerà sempre il caso d’urgenza  e si  procederà  ai  sensi  dell’articolo  92,  comma  3,   del   decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159,  nei  procedimenti  avviati  su istanza di parte, che  hanno  ad  oggetto  l’erogazione  di  benefici

economici comunque denominati, erogazioni,  contributi,  sovvenzioni, finanziamenti,  prestiti,  agevolazioni  e  pagamenti  da  parte   di pubbliche amministrazioni, qualora il rilascio  della  documentazione non sia immediatamente conseguente  alla  consultazione  della  banca dati di cui all’articolo 96 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, fatto salvo quanto previsto dagli articoli  1-bis  e  13  del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 5 giugno 2020, n. 40, Nonché dagli articoli 25, 26 e  27 del decreto- legge 19 maggio 2020, n.34.

Fino al 31 dicembre 2021, per le verifiche  antimafia  riguardanti l’affidamento e l’esecuzione dei contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, si procederà mediante  il  rilascio  della informativa liberatoria provvisoria, immediatamente conseguente  alla consultazione della Banca dati nazionale unica  della  documentazione antimafia ed alle risultanze delle banche dati, anche quando l’accertamento sarà eseguito per un soggetto  che  risulti non censito, a condizione che non emergano nei confronti dei soggetti sottoposti  alle  verifiche  antimafia  le  situazioni  di  cui  agli articoli 67 e  84,  comma  4,  lettere  a),  b)  e  c),  del  decreto legislativo 6  settembre  2011,  n.  159.

L’informativa  liberatoria provvisoria  consentirà  di  stipulare,  approvare  o   autorizzare   i contratti e subcontratti relativi  a  lavori,  servizi  e  forniture, sotto condizione risolutiva, fermo restando le ulteriori verifiche ai fini del rilascio della documentazione antimafia da completarsi entro sessanta giorni.

Al fine di rafforzare l’effettività e  la  tempestività degli accertamenti  di  cui  sopra,  si  procederà  mediante  la consultazione della banca dati nazionale unica  della  documentazione antimafia nonché tramite l’immediata acquisizione degli esiti  delle interrogazioni di tutte le ulteriori banche dati disponibili.

Nei  casi sopra citati,  qualora  la   documentazione successivamente pervenuta accerti la sussistenza di una  delle  cause interdittive ai sensi  del  decreto  legislativo  6  settembre  2011, n.159, i soggetti di cui all’articolo 83, commi 1 e 2,  del  medesimo decreto legislativo recederanno dai contratti, fatto salvo il  pagamento del valore delle opere  già  eseguite  e  il  rimborso  delle  spese sostenute per l’esecuzione del rimanente, nei limiti  delle  utilità conseguite fermo restando quanto previsto dall’articolo 94, commi 3 e 4, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e  dall’articolo 32, comma 10, del decreto-legge 24 giugno 2014,  n.  90,  convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.

La legge di conversione ha  inserito il comma 4 bis,  in materia di “Ulteriori misure in materia di contratti  pubblici” che ha disposto che in  considerazione   dell’incremento   dei   costi   derivanti dall’adeguamento   alle   misure   di   contenimento   e    contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nell’erogazione dei servizi di pulizia o di lavanderia in ambito  sanitario  o  ospedaliero,  nel caso in cui detto adeguamento determini un  incremento  di  spesa  di importo superiore al 20 per cento del prezzo indicato  nel  bando  di gara o nella lettera di invito, le stazioni appaltanti, in  relazione alle procedure di affidamento aggiudicate in  data  anteriore  al  31 gennaio 2020, potranno procedere, qualora non abbiano già  provveduto alla stipulazione del contratto e l’aggiudicatario non  si  sia  già avvalso della facoltà di cui all’articolo 32, comma 8,  del  decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, alla  revoca  dell’aggiudicazione, ai sensi dell’articolo 21-quinquies della legge  7  agosto  1990,  n. 241.

In  tal  caso,  il  provvedimento  di  revoca   sarà  comunicato all’aggiudicatario entro trenta  giorni  dalla  data  di  entrata  in vigore della legge di conversione del presente decreto.

Con  decreto  del  Ministro  dell’interno,  da  adottare  entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, potranno  essere  individuate  ulteriori  misure  di   semplificazione relativamente alla competenza delle Prefetture in materia di rilascio della documentazione antimafia ed ai connessi adempimenti.

Il Ministero dell’interno potrà sottoscrivere protocolli, o altre  intese  comunque  denominate, per la prevenzione  e  il  contrasto  dei  fenomeni  di  criminalità organizzata, anche  allo  scopo  di  estendere  convenzionalmente  il ricorso alla documentazione  antimafia  di  cui  all’articolo  84.

I protocolli di cui al presente articolo  potranno  essere  sottoscritti anche con imprese di rilevanza strategica  per  l’economia  nazionale nonché  con  associazioni  maggiormente  rappresentative  a  livello nazionale di categorie produttive, economiche  o  imprenditoriali,  e possono prevedere modalità  per  il  rilascio  della  documentazione antimafia anche su richiesta di soggetti privati, Nonché determinare le soglie di valore al di sopra delle quali è prevista l’attivazione degli obblighi previsti dai protocolli medesimi.

I protocolli potranno prevedere l’applicabilità  delle  previsioni  del  presente  decreto anche nei rapporti tra  contraenti,  pubblici  o  privati,  e  terzi, nonché tra aderenti alle associazioni contraenti e terzi.

L’iscrizione nell’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori di cui all’articolo 1, commi 52 e seguenti, della legge 6 novembre 2012, n.  190,  nonché  l’iscrizione  nell’anagrafe antimafia   degli   esecutori   istituita   dall’articolo   30    del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189,  equivale   al   rilascio dell’informazione antimafia.

Le stazioni appaltanti provvederanno negli avvisi, bandi di gara  o lettere di invito che il mancato rispetto dei protocolli di legalità costituirà causa di esclusione  dalla  gara  o  di  risoluzione  del contratto”.


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