Entra in area riservata:
Entra in area riservata:
 

D.L. “semplificazione”: le novità in materia di contratti pubblici


È stato pubblicato in G.U. n. 228/2020, la legge di conversione,  con modificazioni, n. 120 dell’11 settembre 2020 il decreto legge n. 76/2020, recante “misure urgenti per la semplificazione e l’innovazone digitale”, in vigore da 15 settembre 2020.

Le modificazioni apportate dalla legge di conversione al decreto in commento sono state le seguenti:

l’art. 1, concernente le “Procedure per l’incentivazione degli investimenti pubblici durante il periodo emergenziale in relazione all’aggiudicazione dei  contratti pubblici sotto soglia” è stato così riscritto:

“Al fine di incentivare gli  investimenti  pubblici  nel  settore delle infrastrutture e dei servizi pubblici, nonché al fine  di  far fronte alle ricadute economiche negative a seguito  delle  misure  di contenimento e dell’emergenza  sanitaria  globale  del  COVID-19,  in deroga agli articoli 36,  comma  2,  e  157,  comma  2,  del  decreto legislativo 18 aprile 2016,  n.  50, si applicano le procedure di affidamento di cui ai commi 2, 3 e 4, qualora la determina a contrarre o altro atto di avvio  del procedimento equivalente sia adottato entro il  31  dicembre  2021.

In tali casi, salve le ipotesi in cui la  procedura  sia  sospesa  per effetto di provvedimenti dell’autorità giudiziaria, l’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente avviene entro il termine di  due  mesi  dalla  data  di  adozione  dell’atto  di   avvio   del procedimento, aumentati a quattro mesi nei casi di cui  al  comma  2, lettera b).

Il  mancato  rispetto  dei  termini  di  cui  al  secondo periodo, la  mancata  tempestiva  stipulazione  del  contratto  e  il tardivo avvio dell’esecuzione dello stesso possono essere valutati ai fini della responsabilità del responsabile  unico  del  procedimento per danno erariale e,  qualora  imputabili  all’operatore  economico, costituiscono causa di esclusione dell’operatore dalla procedura o di risoluzione del contratto per inadempimento che viene  senza  indugio dichiarata dalla stazione appaltante e opera di diritto.

Fermo quanto  previsto  dagli  articoli  37  e  38  del  decreto legislativo  n.  50  del  2016,  le  stazioni  appaltanti   procederanno all’affidamento delle attività di esecuzione di  lavori,  servizi  e forniture, nonché dei servizi di ingegneria e architettura,  inclusa l’attività di progettazione, di importo inferiore alle soglie di cui all’articolo 35 del decreto legislativo n. 50  del  2016  secondo  le seguenti modalità:

  1. affidamento diretto per  lavori  di  importo  inferiore  a 150.000 euro e per servizi e forniture, ivi  compresi  i  servizi  di ingegneria e architettura e l’attività di progettazione, di  importo inferiore a 75.000 euro»;
  2. procedura negoziata, senza bando, di cui  all’articolo  63  del decreto legislativo n. 50 del 2016, previa  consultazione  di  almeno cinque  operatori  economici,  ove  esistenti,  nel  rispetto  di  un criterio di rotazione degli inviti, che  tenga  conto  anche  di  una diversa dislocazione territoriale delle imprese invitate, individuati in base ad  indagini  di  mercato  o  tramite  elenchi  di  operatori economici, per  l’affidamento  di  servizi  e  forniture,  ivi compresi i servizi di ingegneria  e  architettura  e  l’attività  di progettazione, di importo pari o superiore a 75.000  euro e fino alle soglie di  cui  all’articolo  35 del decreto legislativo n. 50 del 2016 e di lavori di importo pari  o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro, ovvero di almeno dieci operatori per lavori di importo pari o superiore a 350.000 euro e inferiore a un milione di euro, ovvero di almeno quindici operatori per lavori di importo pari o superiore a un milione di  euro  e  fino alle soglie di cui all’articolo 35 del decreto legislativo n. 50  del 2016.

Le stazioni appaltanti  dovranno dare evidenza dell’avvio delle procedure negoziate di  cui  alla  presente lettera tramite  pubblicazione  di  un  avviso  nei  rispettivi  siti internet  istituzionali.

L’avviso sui risultati della procedura di affidamento,  la cui pubblicazione nel caso di cui alla lettera a) non è obbligatoria per  affidamenti   inferiori   ad   euro   40.000,   conterrà   anche l’indicazione dei soggetti invitati.

Gli  affidamenti  diretti  potranno  essere  realizzati  tramite determina a contrarre, o atto equivalente, che contenga gli  elementi descritti nell’articolo 32, comma 2, del decreto  legislativo  n.  50 del 2016.

Per gli affidamenti di cui  al  comma  2,  lettera  b),  le stazioni appaltanti, nel rispetto dei principi di trasparenza, di non discriminazione e  di  parità  di  trattamento,  procederanno,  a  loro scelta, all’aggiudicazione  dei  relativi  appalti,  sulla  base  del criterio dell’offerta  economicamente  più  vantaggiosa  ovvero  del prezzo più basso.

Nel caso di aggiudicazione  con  il  criterio  del prezzo più basso, le stazioni  appaltanti  procederanno  all’esclusione automatica dalla gara delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia individuata ai sensi dell’articolo 97, commi 2, 2-bis e 2-ter, del decreto legislativo  n. 50 del 2016, anche qualora il numero delle offerte ammesse sia pari o superiore a cinque.

Per le modalità di affidamento di cui al presente  articolo  la stazione appaltante non  richiederà  le  garanzie  provvisorie  di  cui all’articolo 93 del decreto legislativo n. 50 del 2016, salvo che, in considerazione  della  tipologia   e   specificità   della   singola procedura, ricorrano particolari esigenze  che  ne  giustifichino  la richiesta, che la stazione appaltante indica nell’avviso di indizione della gara o in altro atto equivalente.

Nel caso in cui sia richiesta la garanzia provvisoria, il relativo ammontare sarà dimezzato  rispetto a quello previsto dal medesimo articolo 93.

Le disposizioni del precitato articolo si  applicheranno  anche  alle procedure per l’affidamento dei servizi di organizzazione, gestione e svolgimento delle prove dei concorsi pubblici di  cui  agli  articoli 247 e 249 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge  17  luglio  2020,  n.  77,   fino  all’importo di cui alla  lettera  d),  comma  1,  dell’articolo  35  del  decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

Inoltre è stato aggiunto il seguente comma che dispone che al fine di  incentivare  e  semplificare  l’accesso  delle microimprese,  piccole  e medie   imprese,   come   definite   nella raccomandazione 2003/361/CE della Commissione,  del  6  maggio  2003, alla liquidità per far fronte alle ricadute  economiche  negative  a seguito delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria globale da COVID-19, le disposizioni del presente articolo si applicheranno anche alle procedure per l’affidamento, ai sensi dell’articolo  112,  comma 5, lettera b), del testo unico  di  cui  al  decreto  legislativo  1° settembre 1993, n. 385, della gestione  di  fondi  pubblici  europei, nazionali, regionali e camerali  diretti  a  sostenere  l’accesso  al credito  delle  imprese,  fino  agli  importi  di  cui  al  comma   1 dell’articolo 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”.


Richiedi informazioni