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Indebita erogazione di compensi aggiuntivi a dipendenti pubblici: è danno all’erario


Al dipendente pubblico, in mancanza di una norma legittimante e di autorizzazione allo svolgimento di incarichi esulanti i doveri d’ufficio e comunque da svolgere al di fuori dell’orario di lavoro, non è possibile erogare alcun compenso aggiuntivo che non sia previsto dai contratti collettivi nazionali di lavoro (e subordinatamente a questi dai contratti integrativi di Amministrazione).

Questo il principio ribadito dalla Corte dei Conti, sez. giur. Puglia, con la sentenza n. 610 depositata il 3 agosto 2018.

Nel caso di specie il dirigente, dopo aver conferito gli incarichi di componenti della commissione di collaudo a due dipendenti, aveva liquidato agli stessi i compensi per l’attività svolta, consistente nella verifica del regolare svolgimento dei programmi di sviluppo aziendale da parte di quei soggetti imprenditoriali che erano stati ammessi ai benefici finanziari da parte della stessa amministrazione.

Considerato il carattere istituzionale dell’attività espletata dalle commissioni di collaudo/verifica, svolta per conto della propria amministrazione, i giudici contabili hanno contestato al dirigente l’indebita liquidazione dei compensi (e la conseguente illegittima maggiore spesa a carico dell’amministrazione), a motivo della violazione del principio generale di onnicomprensività del trattamento economico dei pubblici dipendenti.

Leggi la sentenza
CC Sez. Giur. Puglia del. n. 610 -18


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