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Danno da mancata irrogazione della sanzione per infrazione ai limiti di velocità


Una volta accertata l’avvenuta violazione dei limiti di velocità tramite velox, l’amministrazione ha l’obbligo giuridico di perfezionare l’iter di contestazione della violazione, provvedendo alla verbalizzazione e alla successiva contestazione e notificazione delle infrazioni rilevate al trasgressore, con irrogazione della relativa sanzione.

La scelta di non completare l’iter relativo alle infrazioni accertare si configura come danno da mancata entrata (non tributaria) del Comune.

Questo quanto ribadito dalla Corte dei Conti, sez. giur. Veneto, con la sentenza n. 139 depositata il 3 settembre 2018.

Nel caso di specie, a distanza di circa un mese dell’avvio del sistema di rilevazione delle infrazioni tramite velox, il comandante della Polizia Locale aveva deciso di revocare l’esercizio ordinario delle rilevazioni velox, evidenziando alcune criticità inerenti il funzionamento del sistema, rispetto al quale aveva espresso la necessità di modifiche ed aggiustamenti.

In particolare, i profili evidenziati riguardavano l’erroneo posizionamento della segnaletica stradale,

l’illegittimità dell’esternalizzazione di talune attività collaterali a quella di accertamento delle infrazioni, l’omissione di fondamentali adempimenti in materia di protezione e trattamento di dati personali, l’inadeguatezza della struttura amministrativa a gestire un così elevato numero di infrazioni accertate, le incertezze degli operatori di Polizia locale nell’utilizzo del software di gestione.

I giudici contabili hanno ritenuto che non sussistessero fondate ragioni giuridiche che esimessero l’Amministrazione e, per essa, il soggetto funzionalmente competente, dal completamento dell’iter sanzionatorio in relazione alla massa di infrazioni rilevate dal sistema velox e che, pertanto, l’aver omesso di provvedere alla verbalizzazione e alla successiva contestazione e notificazione delle infrazioni rilevate abbia costituito comportamento causativo di danno.

Leggi la sentenza
CC Sez. Giur. Veneto del. n. 139 -18


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