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Campania, del. n. 77 – Accordo-quadro: programmazione e adempimenti contabili


Un sindaco ha chiesto se l’accordo quadro di cui all’articolo 54 del d.lgs. 50/2016 per la manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio debba essere previsto nel programma biennale dei beni e servizi e nel bilancio di previsione.

I magistrati contabili della Campania, con la deliberazione 77/2018, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 14 giugno, hanno ricordato che a norma dell’articolo 21, comma 6, del d.lgs 50/2016 il programma biennale degli acquisti di beni e servizi e i relativi aggiornamenti annuali “contengono gli acquisti di beni e di servizi di importo unitario stimato pari o superiore a 40.000 euro”.

Pertanto, l’intero importo di un Accordo Quadro deve essere previsto nel programma biennale dei beni e dei servizi, qualora l’oggetto dell’accordo stesso sia costituito da acquisti di beni e di servizi “di importo unitario stimato pari o superiore alla somma di 40.000 euro”.

Qualora l’oggetto dell’Accordo Quadro ricada nella categoria dei lavori pubblici, lo stesso dovrà invece essere inserito nella programmazione triennale dei lavori pubblici, ai sensi di quanto previsto dal comma 3 dell’articolo 6 del d.lgs. 50/2016.

Relativamente all’impatto sul bilancio e agli adempimenti contabili conseguenti in caso di accordo-quadro, i magistrati contabili hanno evidenziato che, dal punto di vista del diritto comune, l’accordo-quadro realizza un pactum de modo contrahendi, ovvero un contratto “normativo” dal quale non scaturiscono effetti reali o obbligatori, ma la cui efficacia consiste nel “vincolare” la successiva manifestazione di volontà contrattuale delle stesse parti (ANAC, AG n. 8, 22 giugno 2011).

Esso, cioè, stabilisce come verranno stipulati i successivi contratti attuativi (contratti applicativi) riguardanti un determinato bene della vita e lasciano all’individuazione operata da una delle parti la determinazione del se, quando e quantum.

Dal punto di vista del diritto amministrativo, esso corrisponde ad una procedura ad evidenza pubblica che individua il soggetto di tali future contrattazioni e le condizioni della piattaforma preparatoria all’affidamento di uno o più appalti successivi.

Non realizza di per sé, dunque, un affidamento come le altre procedure, ma il titolo per una serie successiva di affidamenti diretti, esaurendo a monte, e per una determinata base di valore, la fase competitiva per l’aggiudicazione futura di tali contratti attuativi.

Dunque, non è la stipulazione dell’accordo quadro o la procedura di scelta del contraente a fare sorgere l’obbligo di adempimenti contabili, bensì il correlato contratto attuativo.

Ne consegue che la stipulazione dell’accordo quadro o la previsione di una sua stipulazione, in quanto non costituisce titolo per il sorgere di obbligazioni pecuniarie, non consente di impegnare e pagare con imputazione all’esercizio cui lo stanziamento si riferisce (art. 183 del Tuel).

Dunque, né in fase di previsione, né in fase di esecuzione, la stipulazione dell’accordo quadro o la procedura per la scelta del contraente, in sé, legittima l’inserimento di appositi stanziamenti in bilancio, ma ad essere oggetto di considerazione, previsione e di eventuale impegno devono essere i contratti attuativi che si prevede di porre in essere ed il loro valore, per cui è necessario provvedere ad apposite e congrue previsioni di bilancio.

Allo stesso modo, al momento della stipulazione dell’Accordo Quadro non è possibile determinare il fondo pluriennale vincolato (FPV) che presuppone un impegno a tutti gli effetti (o una prenotazione nei casi in cui, eccezionalmente, la legge preveda la costituzione di FPV per una prenotazione) di cui si preveda o si debba procedere a registrazione, ma con imputazione ad esercizi successivi rispetto alla data dell’accertamento.

Nel caso di accordo quadro, quindi, a generare FPV non è l’accordo stesso, ma la previsione e la stipulazione del contratto attuativo.

Leggi la deliberazione
CC Sez. Controllo Campania del. n. 77 -18

 


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