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Dipendente condannato per corruzione: danni risarcibili


In caso di condanna penale di un proprio dipendente per il reato di corruzione propria (per atti contrari ai doveri di ufficio), costituiscono danni risarcibili, oltre al danno patrimoniale, il danno all’immagine e il danno da disservizio, comprensivo anche dei costi sostenuti dalla p.a. per il procedimento disciplinare e per la sospensione dal servizio.

Questo il principio affermato dalla Corte dei Conti, sez. giur. Veneto, nella sentenza n. 40 depositata il 26 marzo 2018.

Nel caso di specie il dipendente era stato ritenuto penalmente responsabile per il reato di corruzione propria, in quanto oltre ad avere percepito ripetutamente alcuni importi per agevolare le richieste degli utenti e offrire così un servizio in tempi più rapidi e a costi inferiori a quelli dovuti, ometteva di riversare nelle casse pubbliche gli introiti dei diritti di cancelleria.

I magistrati contabili hanno in primo luogo ritenuto sussistente il danno all’immagine, valutata la gravità del reato, il suo disvalore sociale, la diffusione mediatica nonché la funzione ricoperta dal soggetto agente.

Quanto al danno patrimoniale da disservizio, il dipendente è stato condannato a risarcire una quota delle retribuzioni indebite percepite, oltre ai diritti non riscossi a alle spese sostenute dalla P.A. per il compimento dell’attività complessivamente svolta ai fini disciplinari, conclusasi con la sanzione disciplinare del licenziamento.

Leggi la deliberazione
CC Giur. Veneto sent. n. 40-2018


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