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Grandi opere, infrastrutture e trasporti: le criticità evidenziate dalla Corte dei Conti


Si pubblicano alcune relazioni approvate dalla Corte dei Conti, sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, in materia di trasporti.

Con la deliberazione n. 20/2017 è stata approvata la relazione concernente “La linea 1 della metropolitana di Napoli”.

La relazione ha ad oggetto la realizzazione della linea 1 della metropolitana di Napoli, che è stata caratterizzata dall’affidamento dei lavori, nel 1976, mediante concessione di sola costruzione, istituto bandito dall’ordinamento europeo da vari decenni.

I lavori sono stati affidati sulla base di una convenzione stipulata in una logica estranea a un mercato aperto: la concessione è avvenuta, infatti, a trattativa privata.

La lunga vicenda della costruzione della linea ha prodotto, nel corso degli anni, costi sempre più ingenti, dovuti, anzitutto, all’assoluta indeterminatezza iniziale della convenzione, sprovvista di definizione tecnica ed economica.

Tale indeterminatezza ha avuto come conseguenza la necessità di ricorrere, nel tempo, a laboriose trattative che hanno dato luogo alla redazione di scritture aggiuntive all’atto di concessione per la definizione e messa a punto dei reciproci impegni.

Ciò ha determinato un rilevante aumento dei costi, peraltro senza rischi per la concessionaria.

Con la deliberazione n. 18/2017 è stata approvata la relazione concernente “Il rifinanziamento della rete tradizionale delle Ferrovie dello Stato”.

Con la deliberazione n. 15/2017 è stata approvata la relazione concernente “L’Hub portuale di Taranto”.

La relazione analizza lo stato di realizzazione dell’opera infrastrutturale riguardante la piastra portuale di Taranto, il cui bando di gara risale all’anno 2004.

Il documento evidenzia una serie di criticità che hanno inciso negativamente sul rispetto dei tempi prestabiliti e sulla compiuta realizzazione dell’opera nel suo complesso, riguardanti: la difficoltà dell’amministrazione nel subentro nelle competenze della soppressa Struttura di missione; la dilatazione dei tempi nella fase di approvazione delle progettazioni; la mancata considerazione, nella progettazione preliminare, delle esigenze connesse alla realizzazione della vasca di colmata destinata ad accogliere i fanghi provenienti dai lavori marittimi e alla sistemazione ambientale finale; la dilatazione dei tempi per la definizione delle procedure necessarie per la realizzazione degli interventi; la stasi nell’utilizzo delle risorse finanziarie complessivamente disponibili.


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