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Dirigenti: illegittimo il rimborso delle spese di viaggio per il percorso casa/ufficio


Il dirigente non ha diritto all’erogazione del rimborso delle spese di viaggio per recarsi dal luogo di residenza a quello di lavoro.

Tale forma di “ristoro” viene a porsi in plateale contrasto con le norme disciplinanti il trattamento economico degli impiegati pubblici, e con le più elementari regole del buon senso “amministrativo”, che non prevedono, salve le ipotesi di “missione o trasferta autorizzata”, alcuna forma di rimborso spese per l’espletamento della ordinaria attività lavorativa.

Il riconoscimento di siffatta forma di ristoro economico deve considerarsi indebita e causativa di danno erariale.

Questo il principio espresso dalla Corte dei conti, sez. giur. Basilicata, con la sentenza n. 10 depositata il 9 febbraio 2018.

Nel caso di specie la Procura aveva contestato l’illegittima dei rimborsi riconosciuti ad un Dirigente di un Ente strumentale della Regione per le spese di viaggio con mezzo proprio per il percorso casa/ufficio.

Come evidenziato dai giudici contabili nel Pubblico impiego nessuno – semplici impiegati, dirigenti, magistrati, prefetti…- può essere “ristorato” delle spese sostenute per andare a svolgere il proprio lavoro, se non quando questo venga richiesto, e/o autorizzato, in forme e modalità ulteriori o aggiuntive a quelle ordinarie.

Trattandosi di una spesa chiaramente non giustificata, né giustificabile, alla luce delle regole elementari del regime retributivo del pubblico impiego, il danno erariale è stato addebitato, nella misura del 50% ciascuno, al soggetto erogante e al soggetto percipiente.

Leggi la sentenza
CC Giur. Basilicata sent. n. 10 – 2018


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