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Se l’amministrazione non provvede a far fruire le ferie al dipendente, quest’ultimo ha diritto al compenso sostitutivo delle ferie (monetizzazione) maturate e non godute alla cessazione del rapporto, indipendentemente dalla mancata richiesta avanzata dal dipendente durante il rapporto di lavoro.

Questo il principio espresso dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 2496 depositata il 1 febbraio 2018.

Nel caso di specie il dipendente, a fronte del diniego alla monetizzazione delle ferie maturate e non godute alla cessazione del rapporto, si era rivolto al giudice del lavoro che, in primo grado aveva respinto la domanda, mentre la Corte d’appello in riforma della sentenza del tribunale aveva accolto la domanda e condannato la p.a. al pagamento del trattamento economico sostitutivo.

La Corte di Cassazione ha ribadito che spetta al datore di lavoro adempiere l’obbligazione di consentire al dipendente la fruizione delle ferie.

Quindi, spetta al datore di lavoro dare tale prova, dimostrando di avere offerto un adeguato tempo per il godimento delle ferie, di cui il lavoratore non abbia usufruito (venendo ad incorrere così nella “mora del creditore”).