Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla possibilità di inserire nel fondo per l’efficienza dei servizi dell’anno 2017 quelle risorse riferite alla parte variabile di retribuzione legata alla produttività, che non sono state corrisposte negli anni precedenti a causa dell’assenza del piano della performance.

I magistrati contabili della Sicilia con la deliberazione 235/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 9 gennaio 2018, hanno dichiarato inammissibile il quesito posto evidenziando che un’eventuale risposta negativa, che dovesse basarsi proprio sulla mancanza del piano, indurrebbe il Comune a non corrispondere le somme legate alla produttività; tale scelta, però, potrebbe porsi in contrasto con le vigenti clausole del CCNL, che prevedono lo spostamento delle risorse all’anno successivo; ne deriverebbe un contenzioso, nel quale i lavoratori si lamenterebbero del fatto che l’Amministrazione, non avendo tempestivamente adottato il piano della performance nel 2014 e nel 2015, si sarebbe resa inadempiente agli obblighi contrattuali.

Per contro, un’eventuale risposta positiva al quesito dovrebbe conciliarsi con l’articolo 23 del d.lgs. 75/2017 che ha posto un limite all’incremento delle risorse per il trattamento accessorio del personale, prevedendo che: “A decorrere dal 1 gennaio 2017, l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1 comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 non può superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2016”.

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CC Sez. Controllo Sicilia del. n. 235-17