Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla possibilità di detenere partecipazioni in due (o più) società affidatarie di servizi pubblici differenti tra loro nonostante la previsione nell’oggetto sociale delle stesse includa entrambi gli scopi.

I magistrati contabili della Lombardia, con la deliberazione 335/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 27 novembre, hanno evidenziato che tra le finalità del TU sulle società pubbliche (d.lgs. 175/2016) è chiaramente indicata la “razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica” (art. 1, comma 2), che ne rappresenta l’elemento cruciale.

A tal proposito l’articolo 20, comma 2, lettera c) del TU del d.lgs. 175/2016 prevede la “eliminazione delle partecipazioni detenute in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali”, indicando, come possibile metodologia attuativa (“anche”) le “operazioni di fusione o di internalizzazione delle funzioni”.

Spetta all’ente valutare la scelta da effettuare che può consistere sia in una misura di riassetto (alienazione/razionalizzazione/fusione) sia nel mantenimento della partecipazione senza interventi.

La sezione delle Autonomie nella deliberazione 19/2017 ha affermato esplicitamente che “in relazione ai servizi pubblici a rete di rilevanza economica, occorre anche dimostrare che non sono necessarie operazioni di aggregazione con altre società operanti nello stesso settore e che la società svolge servizi non compresi tra quelli da affidare per il tramite dell’Ente di Governo d’Ambito”.

Leggi la deliberazione
CC Sez. controllo Lombardia del. n. 335 – 17

Se sei interessato ad approfondire le problematiche connesse alla gestione degli organismi partecipati, alla luce delle novità disciplinate dal Decreto di riforma 175/2016, come modificato e integrato dal d.lgs. 100/2017, CONTATTACI