Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla possibilità di considerare come spesa di rappresentanza i contributi concessi ad una Pro Loco, destinati al finanziamento delle ordinarie attività oppure, più specificamente, alla copertura dei costi (ad esempio, gli oneri SIAE) relativi ad una manifestazione programmata.

I magistrati contabili della Liguria, con la deliberazione 83/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo l’11 ottobre, hanno ribadito che sono qualificabili come “spese di rappresentanza” quelle riconducibili all’esigenza di favorire la conoscenza all’esterno delle attività istituzionali erogate o di accrescere il prestigio dell’ente nel contesto sociale in cui si colloca.

Diversamente le forme di sostegno economico assicurate dagli enti locali ad enti e/o associazioni (come ad esempio le Pro Loco), sono dirette a concorrere allo svolgimento di attività ritenute utili per la comunità amministrata e, dunque, non rientrano nel limite finanziario di cui all’articolo 6, comma 8, del d.l. 78/2010 (20% della spesa sostenuta nell’anno 2009).

Come ricordato dai magistrati contabile, in base al recente articolo 21-bis del d.l. 50/2017 per l’anno 2017, le limitazioni e i vincoli di cui, tra gli altri, ai considerati commi 8 (fatta eccezione delle spese per mostre) e 9 dell’articolo 6, del d.l. 78/2010, non si applicano ai comuni che hanno approvato il rendiconto 2016 entro il 30 aprile 2017 e che hanno rispettato nell’anno precedente il saldo tra entrate finali e spese finali di cui all’articolo 9 della legge 243/2012.

A decorrere dall’esercizio 2018, poi, l’esclusione dall’applicazione delle limitazioni e vincoli in esame è prevista per i comuni che hanno approvato il bilancio preventivo dell’esercizio di riferimento entro il 31 dicembre dell’anno precedente e che hanno rispettato nell’anno precedente il saldo tra entrate finali e spese finali di cui all’articolo 9 della legge 243/2012.

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CC Sez. controllo Liguria del. n. 83 – 17