Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla corretta interpretazione dell’art. 80 del Tuel nella parte in cui stabilisce che “gli oneri per i permessi retribuiti dei lavoratori dipendenti da privati o da enti pubblici economici sono a carico dell’ente presso il quale gli stessi lavoratori esercitano le funzioni pubbliche di cui all’articolo 79”.

In particolare l’ente ha chiesto se possa evitare di accollarsi gli oneri per i permessi retribuiti dei componenti i propri organi politici che siano dipendenti di una società per azioni a totale capitale pubblico (nel caso di specie operante in affidamento diretto in house per la gestione del servizio idrico integrato) in ragione della pretesa riconducibilità della stessa alla categoria degli enti pubblici per i quali non sussiste l’obbligo di rimborso.

I magistrati contabili della Lombardia, con la deliberazione 256/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 5 ottobre, hanno ribadito che le società a partecipazione pubblica rientrano tra i soggetti aventi diritto al rimborso per i permessi retribuiti previsti dall’art. 80 del Tuel.

Di conseguenza, gli oneri derivanti dalla fruizione, da parte dei dipendenti di società a partecipazione pubblica, dei permessi retribuiti previsti per l’esercizio di funzioni elettive presso un ente locale (partecipante o meno al capitale sociale) sono a carico di quest’ultimo e devono essere rimborsati alla società datrice di lavoro, nei termini e secondo le modalità di cui all’art. 80 del Tuel (Corte dei conti, sez. Veneto, del. 346/2014; sez. Campania, del. n. 198/2014).

A conferma di tale orientamento i magistrati contabili hanno richiamato il disposto dell’art. 1, comma 3, del d.lgs. 175/2016 secondo cui “per tutto quanto non derogato dalle disposizioni del presente decreto, si applicano alle società a partecipazione pubblica le norme sulle società contenute nel codice civile e le norme generali di diritto privato”.

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CC Sez. controllo Lombardia del. n. 256 – 17