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Il servizio “ad alta intensità di manodopera” deve essere necessariamente aggiudicato secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e non al massimo ribasso.

Questo il principio ribadito dal Tar Basilicata con la sentenza n. 612 del 27 settembre 2017.

Nel caso di specie la stazione appaltante aveva indetto una procedura per l’affidamento del servizio di pulizia, da aggiudicarsi con il criterio del massimo ribasso.

Come noto, con il d.lgs. 50/2016 si è assistito ad un mutamento nell’utilizzo dei criteri di aggiudicazione.

Mentre in passato l’utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa era considerato, fatte salve alcune ipotesi specifiche, criterio alternativo a quello del prezzo più basso ed era, dunque, lasciata alla stazione appaltante ampia discrezionalità nella scelta, oggi uno dei punti qualificanti del codice è la spiccata preferenza per l’aggiudicazione tramite il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo.

L’articolo 95 del d.lgs. 50/2016, infatti, ha imposto l’offerta economicamente più vantaggiosa come criterio “principale”, e il massimo ribasso come criterio “residuale”.

In particolare tale scelta si impone come doverosa nel caso di:

a)      contratti relativi ai servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica, nonché ai servizi ad alta intensità di manodopera, come definiti all’articolo 50, comma 1, fatti salvi gli affidamenti diretti sino a € 40.000;

b)      contratti relativi all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura e degli altri servizi di natura tecnica e intellettuale di importo pari o superiore a 40.000 euro.

I servizi di pulizia, che per la loro caratteristica ontologica di vedere impiegata un’elevata componente di forza lavoro rientrano sicuramente nei servizi ad alta intensità di manodopera, da aggiudicarsi obbligatoriamente secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

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