Una Provincia ha chiesto un parere in merito all’applicabilità dell’istituto della compensazione fra Enti Pubblici e Società da essi partecipate ed, in subordine, i requisiti essenziali dei crediti/debiti affinché gli stessi possano essere portati in compensazione.

I magistrati contabili della Lombardia, con la deliberazione 251/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 28 settembre, hanno ribadito che gli enti pubblici possono utilizzare gli strumenti privatistici, in assenza di una contraria disposizione di legge, nei casi in cui vi sia attinenza con le finalità pubbliche perseguite.

Di conseguenza non può ritenersi preclusa la compensazione tra debiti reciproci intercorrenti tra soggetti privati e enti locali per rapporti contrattuali e commerciali.

Detti assunti, ancora più di recente, sono stati ribaditi dalla sezione di controllo per la regione Veneto nella deliberazione 111/2017 con specifico riferimento ai rapporti commerciali tra ente locale e società partecipata.

In particolare, è stato puntualizzato che i crediti “maturati” dalla società possono essere estinti mediante compensazione legale “via via che vengono ad esistenza – poiché i crediti/debiti reciproci trovano riscontro, soprattutto ai fini della esatta quantificazione (liquidità), nelle scritture contabili dei singoli enti e della partecipata”.

Ne consegue che “occorre che vi sia piena corrispondenza tra le rispettive risultanze: l’ammontare del credito vantato dalla partecipata nei confronti dell’ente locale socio (…) deve corrispondere alla posta debitoria iscritta, al medesimo titolo, nel bilancio dell’ente medesimo”.

Specularmente, “l’ammontare del credito (residuo attivo) iscritto nel bilancio dell’ente locale socio”, deve corrispondere al debito dovuto, per il medesimo titolo, dalla partecipata.

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CC Sez. controllo Lombardia del. n. 251 – 17