I magistrati contabili della sezione delle Autonomie, con la deliberazione 22/2017, pubblicata sul sito l’8 agosto, hanno chiarito che indipendentemente dall’avvenuto ricollocamento del personale soprannumerario presso le amministrazioni di cui all’art. 1, comma 424, della legge 190/2014, resta vigente il divieto generale all’assunzione di personale posto alle province dall’art. 1, comma 420, della stessa legge, come rimodulato dall’art. 22, comma 5, del d.l. 50/2017.

Tale divieto è da ritenersi prevalente rispetto all’obbligo di collocamento obbligatorio delle categorie protette ai sensi dell’art. 7, comma 6, del d.l. 101/2013.

Nel quadro normativo innovato dall’art. 22, comma 5, del d.l. 50/2017 e dall’art. 25, comma 4, del d.lgs. 75/2017, è consentito alle province delle regioni a statuto ordinario, nel rispetto dei presupposti di legge e nei limiti finanziari di dotazione organica, di procedere, motivatamente, alla copertura delle posizioni dirigenziali che richiedano professionalità tecniche e non fungibili per lo svolgimento delle funzioni fondamentali previste dall’art. 1, commi 85 e 86, della legge n. 56/2014.

Le questioni di massima in merito alla ricollocazione del personale delle province ed alla attribuzione di incarichi di direzione, ai sensi dell’art. 110, comma 1, del d.lgs. 267/2000, nonché alla prevalenza delle norme vincolistiche poste dall’art. 1, comma 420, della legge 190/2014, rispetto a quelle che impongono l’assunzione del personale appartenente alle categorie protette, erano state rimesse alla Sezione Autonomie dalla sezione regionale di controllo per il Veneto con deliberazione n. 316/2017, e dalla sezione regionale di controllo per le Marche con la deliberazione n. 60/2017.

I magistrati contabili hanno ribadito la vigenza del divieto generale all’assunzione di personale posto alle province dall’articolo 1, comma 420, della legge n. 190/2014, come rimodulato dall’art. 22, comma 5, del d.l. 50/2017.

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CC Sez. Autonomie del. n. 22 – 17