Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla corretta costituzione del fondo del Comune risultante da fusione.

L’ente ha premesso che al nuovo comune di nuova istituzione è stato traferito il personale dei comuni estinti e dell’Unione sciolta.

I magistrati contabili delle Marche, con la deliberazione 76/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 31 luglio, hanno ribadito che il nuovo comune è soggetto alle disposizioni di cui all’articolo 23, comma 2, del d.lgs. 75/2017, che fissa il limite delle risorse complessive all’importo determinato per l’anno 2016.

Nel caso di comune di nuova istituzione si dovrà fare riferimento alla sommatoria delle spese sostenute dai Comuni che si sono fusi nel nuovo Ente.

Tale valore non può che intendersi come insuperabile limite massimo, tenuto conto che la fusione ex se dovrebbe determinare, una volta che il nuovo Ente sia a regime, diminuzioni di spesa e più efficaci valorizzazioni ed impiego di risorse umane e finanziarie, rispetto alla situazione antecedente alla fusione.

L’Amministrazione dovrà procedere anche alla verifica del rispetto, negli anni considerati, da parte dei menzionati Enti, del patto di stabilità, nel caso gli stessi fossero tenuti al rispetto di tale vincolo. La fusione infatti non può consentire ex post il superamento di limiti imposti ai singoli Enti considerati, determinando un meccanismo premiale a cui non avrebbero potuto singolarmente accedere.

Sul punto, l’art. 23, comma 2, del decreto legislativo n. 75/2017, prevede che “Per gli enti locali che non hanno potuto destinare nell’anno 2016 risorse aggiuntive alla contrattazione integrativa a causa del mancato rispetto del patto di stabilità interno del 2015, l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale anche di livello dirigenziale, non può superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2015, ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio nell’anno 2016”.

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CC Sez. controllo Marche del. n. 76 – 17