Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla possibilità di escludere dai limiti assunzionali di cui all’articolo 1, comma 557, della legge 296/2006 e dell’articolo 9, comma 28, del d.l. 78/2010, eventuali assunzioni, a tempo determinato, di personale da utilizzare nell’ambito delle attività di tutela della cultura (e quindi in primo luogo della lingua) della minoranza linguistica slovena, per le quali, annualmente, viene assicurato uno specifico stanziamento di risorse statali (art. 8 legge 38/2001) distribuito dalla Regione con le modalità di cui alla L.R. 26/2007.

I magistrati contabili del Friuli, con la deliberazione 45/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 5 luglio, hanno chiarito che l’assunzione a tempo determinato finanziata con risorse specifiche, nell’ambito di un progetto determinato ed approvato, può essere disposta in deroga ai limiti in materia di assunzioni e di spesa del personale.

In altri termini, se l’operazione è neutra, in termini di sostenibilità a regime, in ragione della durata limitata e dello specifico finanziamento autonomo, non appaiono configurarsi rischi di aumento di rigidità dell’organico e della spesa corrente.

In tal senso anche l’articolo 22, primo comma, del d.l. 50/2017 il quale autorizza i comuni ad effettuare assunzioni a tempo determinato in deroga ai limiti stabiliti a condizione che i relativi oneri siano integralmente a carico di risorse già incassate derivanti da contratti di sponsorizzazione ed accordi di collaborazione con soggetti privati e che le assunzioni siano finalizzate esclusivamente alla fornitura di servizi aggiuntivi rispetto a quelli ordinari.

Appare evidente che il Legislatore ha inteso riconoscere una facoltà di assumere in deroga in casi che per la loro estemporaneità ed autonomia di provvista non fossero suscettibili di incidere sull’ordinaria sostenibilità del sistema.

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CC Sez. controllo Friuli Venezia Giulia del. n. 45 – 17