Una Provincia ha chiesto se l’ente inadempiente all’obbligo del rispetto del patto di stabilità possa incrementare il Fondo per la contrattazione decentrata di ciascuna annualità, nella parte variabile, con le risorse già stanziate nel Fondo dell’anno precedente e non attribuite e in tal senso costituenti “economie”.

I magistrati contabili della Sardegna, con la deliberazione 59/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 27 giugno, hanno chiarito che il divieto di destinare risorse aggiuntive alla contrattazione integrativa in caso di mancato rispetto del patto di stabilità, di cui all’articolo 40 del d.lgs. 165/2001, si riferisce unicamente alle risorse che l’amministrazione discrezionalmente può destinare alla contrattazione integrativa.

Di conseguenza, devono ritenersi escluse dall’ambito del divieto le risorse aggiuntive destinate alla contrattazione integrativa direttamente da norme di legge, quindi non determinabili dall’Amministrazione (sez. Liguria, del. n. 31/2017).

L’art. 17, comma 5, del CCNL del 1999 dispone che “Le somme non utilizzate o non attribuite con riferimento alle finalità del corrispondente esercizio finanziario sono portate in aumento delle risorse dell’anno successivo”,

Tale previsione contrattuale, pertanto, consente di riportare eventuali risorse non attribuite quali incrementi nel Fondo dell’annualità successiva.

Tali risorse, oggetto di un mero trasferimento temporale di spesa, non possono che essere considerate fra le voci di natura variabile, a prescindere dalla eventuale certezza e stabilità della voce sulla quale le economie sono state realizzate.

Pertanto, le somme non utilizzate nei precedenti esercizi possono essere legittimamente utilizzate nell’esercizio successivo a quello nel quale non è stato rispettato il patto di stabilità (sez. Puglia, del. n. 115/2013).

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CC Sez. controllo Sardegna del. n. 59 – 17