Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla possibilità di rilasciare una garanzia fideiussoria a favore di un terzo, al fine di consentirgli di accendere un mutuo, nonostante l’opera di investimento risulta già completata al momento della richiesta di fideiussione.

I magistrati contabili della Puglia, con la deliberazione 84/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 21 giugno, hanno ribadito che l’obbligazione giuridica accessoria rappresentata dalla fideiussione deve essere connessa ad una operazione di indebitamento volta alla realizzazione di un investimento nel rispetto della regola aurea di cui all’articolo 119 della Costituzione.

Nelle ipotesi di opera pubblica già realizzata ed acquisita al patrimonio dell’ente pubblico, potrebbe venir meno il requisito della correlazione della concessione della garanzia connessa ad un’operazione di indebitamento tese a realizzare un investimento per l’ente locale.

Infatti, nel caso di opera interamente realizzata a regola d’arte dal terzo ovvero già completata nel rispetto delle clausole convenzionali a suo tempo concordate, l’interesse primario dell’ente locale proprietario alla realizzazione dell’investimento risulta sostanzialmente già conseguito.

Quindi, la sopraggiunta necessità di contrarre il mutuo non potrebbe che discendere da esigenze proprie esclusivamente del terzo ed ove “si ammettesse che la conclusione delle opere non sia di per sé preclusiva per la richiesta del mutuo e della successiva concessione della fideiussione, si concretizzerebbe una anomala applicazione dell’istituto della garanzia” (Sezione Sardegna, del. n. 6/2011).

Senza contare che il rilascio di garanzie da parte dell’amministrazione può costituire prova dell’allocazione dei rischi a carico della parte pubblica e pertanto, escludere la configurabilità di un progetto in partenariato pubblico privato (come definito all’art. 3, lett. eee), del d.lgs. n. 50/2016).

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CC Sez. controllo Puglia del. n. 84 – 17