Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla possibilità di finanziare la differenza di valore fra due beni immobiliari oggetto di permuta con l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione e dei proventi relativi allo standard qualitativo aggiuntivo.

L’ente ha premesso di volere acquisire un fabbricato storico, di proprietà privata, mediante la permuta di un’area comunale posta all’interno dell’area di trasformazione afferente all’obiettivo strategico in cui la complessiva operazione.

Tale operazione comporterà per l’ente il versamento anche di una somma pari alla differenza di valore fra i beni immobili oggetto di permuta.

I magistrati contabili della Lombardia, con la deliberazione 100/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 21 aprile, hanno evidenziato che l’operazione di permuta finalizzata all’acquisizione al patrimonio comunale di un fabbricato storico e di alcune pertinenze, da destinare allo svolgimento di alcune funzioni pubbliche, si sostanzia in una spesa in conto capitale (Lombardia, del. n. 81/2017).

Alla stessa può, dunque, farsi ancora fronte, nel corrente esercizio, con l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione (per il successivo esercizio 2018, i commi 460-461 dell’art. 1 della Legge 232/2016, non contemplano, tra le operazioni finanziabili con in predetti oneri, l’acquisizione di immobili).

Relativamente all’utilizzo delle risorse relative alla monetizzazione dello standard qualitativo (già previsto dalla legge regionale n. 9/1999, ed ora presente nell’articolo 90 della legge regionale n. 12/2005), spetterà all’ente verificare, a monte, che la stessa monetizzazione sia “la più funzionale per l’interesse pubblico” in concreto perseguito e, a valle, che il bene oggetto di acquisizione risulti individuato nel piano dei servizi e destinato all’effettiva realizzazione di attrezzature e servizi pubblici, ovvero di opere previste nel medesimo piano (Sez. Lombardia, del. n. 487/2012).

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CC Sez. controllo Lombardia del. n. 100 – 17