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Non può considerarsi in conflitto di interessi il commissario di gara interno alla stazione appaltante che, nell’ambito delle proprie funzioni istituzionali, abbia in precedenza avuto occasione di contestare ad uno degli operatori economici partecipanti alla gara la violazione di norme sanitarie e di sicurezza.

Questo il principio espresso dall’Anac nel parere di precontenzioso n. 27 del 18 gennaio 2017.

Nel caso di specie un operatore economico aveva contestato l’illegittima composizione della commissione giudicatrice, lamentando una presunta situazione di conflitto di interessi a carico di uno dei suoi componenti, trattandosi della stessa persona che aveva accertato e contestato all’operatore, concessionario uscente, alcune violazioni della normativa in materia di igiene e sicurezza.

Tale circostanza, secondo l’operatore economico, avrebbe dovuto condurre all’obbligo di astensione del commissario, in quanto idonea a inficiare gravemente l’imparzialità della commissione.

Come evidenziato dall’Autorità, ai sensi dell’articolo 42, comma 2, del d.lgs. 50/2016, “si ha  conflitto d’interesse quando il personale di una stazione appaltante (…) che, (…),  interviene nello svolgimento della procedura di aggiudicazione degli appalti e  delle concessioni o può influenzarne, in qualsiasi modo, il risultato, ha,  direttamente o indirettamente, un interesse finanziario, economico o altro  interesse personale che può essere percepito come una minaccia alla sua  imparzialità e indipendenza nel contesto della procedura di appalto o di  concessione”.

In particolare, rappresentano situazioni di conflitto di interesse quelle che determinano l’obbligo di astensione previste dall’articolo 7 del d.p.r. 62/2013 e dall’articolo 51 c.p.c.

Al di fuori di queste ultime tipizzazioni delle relazioni personali o professionali sintomatiche del possibile conflitto di interesse, la situazione di conflitto di interessi si realizza quando il dipendente pubblico è portatore di interessi della sua sfera privata che potrebbero influenzare negativamente l’adempimento dei propri doveri istituzionali, ovvero in grado di comprometterne, anche solo potenzialmente, l’imparzialità.