protocollo self enti locali

E’ legittimo il provvedimento con il quale la stazione appaltante ha disposto l’annullamento in autotutela dell’aggiudicazione, previa ammissione di una concorrente la cui offerta era pervenuta tempestivamente, anche se non era stata consegnata al seggio di gara per mero errore burocratico.

Questo il principio espresso dal Tar Molise con la sentenza n. 101 del 20 marzo 2017.

Nel caso di specie la stazione appaltante, resasi conto dell’illegittima pretermissione di un’offerta regolare e pervenuta nei termini, aveva, in tempi rapidi, annullato la determina di aggiudicazione e disposto la riapertura del seggio di gara.

Per un disguido, infatti, un plico pervenuto nei termini (sul quale era stato apposto il timbro indicante data e protocollo di registrazione, nonché un secondo timbro con sigla a penna del funzionario ricevente, indicante l’orario di arrivo), non era stato consegnato al seggio di gara immediatamente, ma soltanto in un momento successivo all’espletamento della seduta di gara.

Come evidenziato dai giudici amministrativi la stazione appaltante non avrebbe potuto operare diversamente, senza incorrere in un’illegittimità per l’indebita omissione dell’esame di un’offerta pervenuta nei termini.

Non è consentito dubitare – senza che sia proposta una querela di falso – della genuinità e della veridicità dell’annotazione del protocollo, anche perché si tratta di un protocollo informatico difficilmente manipolabile.

Neppure si può dubitare – senza proporre una querela di falso – dell’annotazione a penna, con apposizione della sigla autografa del funzionario, dell’orario di arrivo del plico.

Entrambi gli atti hanno natura certificativa e fidefacente.

Si tratta di atti pubblici la cui forza certificativa non può essere validamente contrastata se non mediante l’esperimento della querela di falso.

Pertanto, accertata la tempestiva registrazione in entrata al protocollo del plico, i giudici amministrativi hanno confermato la legittimità dell’operato della stazione appaltante.