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L’attesa Conferenza unificata straordinaria di ieri ha dato l’intesa al decreto correttivo della riforma Madia sulle società pubbliche, resosi necessario dopo la sentenza 251/2016 della Corte costituzionale.

La prima novità di rilievo è lo spostamento del termine per l’approvazione dei piani di razionalizzazione che, dalla scadenza del 23 marzo prevista nel d.lgs. 175/2016 potranno essere approvati entro il 30 settembre. Nel frattempo, una soluzione ponte (anche se non arriverà in tempo in Gazzetta Ufficiale) eviterà la sanzione che blocca i diritti sociali degli enti che non adottano i piani di razionalizzazione entro la scadenza indicata nel decreto 175/2016 ad oggi formalmente in vigore.

Altra novità di rilievo riguarda l’abbassamento delle soglie minime di fatturato necessarie alla sopravvivenza delle società partecipate. Infatti fino al 2020 potranno essere salvare le aziende con fatturato complessivo compreso tra 500 mila euro e 1 milione dal momento che la soglia ordinaria, 1 milione appunto, entrerà a regime solo dal 2020.

Confermato l’obbligo di dismettere le partecipate che hanno chiuso in rosso quattro degli ultimi cinque bilanci.

Infine, la Conferenza ha stabilito che le società degli enti locali potranno partecipare a gare anche fuori dal territorio dell’amministrazione proprietaria nei «servizi di interesse economico generale a rete» (trasporti, igiene urbana, energia eccetera), a condizione di non avere bilanci in perdita strutturale (4 anni degli ultimi 5). Tale possibilità non riguarda le in house.

Si segnala il ns. seminario di studi “Società: gli adempimenti dopo il d.lgs.175/2016” in programma a Firenze il 9 maggio p.v.