Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla possibilità di procedere all’affidamento diretto in locazione, ad una ditta individuale, di un immobile comunale, già destinato a Centro riabilitativo per persone portatrici di handicap, e precedentemente concesso in fitto ad una Cooperativa posta in liquidazione coatta amministrativa.

I magistrati contabili della Calabria, con la deliberazione 14/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 3 marzo, hanno dichiarato inammissibile il quesito posto in quanto concernente fatti gestionali specifici dell’Ente.

A tal proposito si evidenzia che la regola del procedimento ad evidenza pubblica deve essere adottata sia per i contratti passivi che per quelli attivi.

In relazione ai contratti attivi, che comportano un’entrata di natura monetaria in capo all’amministrazione, trova applicazione la disciplina di cui alla legge di contabilità dello Stato (R.D. 18 novembre 1923, n. 2440) ed il relativo regolamento attuativo (R.D. 23 maggio 1924 n. 827), ai sensi del quale ogni contratto da cui derivi un’entrata deve essere preceduto da una gara, salvo che non ricorrano le ipotesi eccezionali in cui è possibile fare ricorso alla procedura negoziata.

Allo stesso modo, nel caso in cui si tratti di contratti di locazione passiva (ovvero quando l’amministrazione stipula un contratto di locazione nella veste di conduttore), ancorché esclusi dall’ambito di applicazione del Codice (articolo17, comma 1, lett. a), è necessario rispettare i principi generali che informano l’affidamento degli appalti pubblici, esplicitati nell’art. 4 del d.lgs. n. 50/2016 (economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità e pubblicità).

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CC Sez. controllo Calbria del. n. 14 – 17