Il Presidente ha chiesto un parere in merito alla possibilità di riconoscere ai dipendenti, tra le cui mansioni è ascritta l’attività giornalistica, il rimborso della tassa di iscrizione all’albo professionale dei giornalisti.

I magistrati contabili dell’Abruzzo, con la deliberazione 35/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 3 marzo, hanno dichiarando inammissibile il quesito posto evidenziando, da ultimo, che la giurisprudenza erariale, in sede diversa da quelle consultiva, ha comunque statuito “l’impossibilità di ritenere spesa propriamente dell’ente quella concernente l’iscrizione all’albo dei giornalisti del direttore del notiziario comunale, volto a favorire una capillare conoscenza dell’attività dell’amministrazione presso la cittadinanza” e ciò in quanto “la tassa di iscrizione all’albo dei giornalisti costituisce un’obbligazione professionale di natura personale che grava esclusivamente sulla persona fisica che richiede l’iscrizione, di modo che le spese sostenute a tale titolo dall’amministrazione devono essere ad esso rifuse dalla stessa” (Corte dei Conti, sez. contr. Lombardia, n. 362/2015; sez. contr. Lombardia, n. 31/2016).

A tal proposito si evidenzia che l’annosa questione relativa alla rimborsabilità della quota di iscrizione agli albi dei professionisti impiegati presso la pubblica amministrazione è da tempo fortemente dibattuta in dottrina e giurisprudenza soprattutto con riferimento alla figura dell’avvocato di enti pubblici (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n. 7776/2015)

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CC Sez. controllo Abruzzo del. n. 35 – 17