Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla possibilità di utilizzare i “resti” delle facoltà assunzionali degli anni 2014-2015-2016 per procedere all’assunzione di personale nell’anno 2017.

I magistrati contabili della Lombardia, con la deliberazione 23/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 22 febbraio, hanno evidenziato che, attualmente, a seguito delle modifiche apportate dal legislatore, prima con la legge di stabilità per il 2016 (art. 1, comma 228 della legge 208/2015) e poi con la legge di stabilità per il 2017 (art. 1, comma 479, lett. d) della legge 232/2016), gli enti locali possono assumere per gli anni 2017 e 2018 nella misura del 25% della spesa del personale cessato nell’anno precedente o del 75% quando ricorra la deroga prevista dalla legge di bilancio per il 2017, ovvero qualora il rapporto dipendenti-popolazione dell’anno precedente sia inferiore al rapporto medio dipendenti-popolazione per classe demografica (come definito triennalmente con il decreto del Ministro dell’interno di cui all’articolo 263, comma 2, del Tuel).

Tuttavia, come evidenziato dai magistrati contabili, quando il legislatore interviene per modificare solo la percentuale del c.d. turn over, al fine di calcolare la “capacità assunzionale” bisogna prendere come riferimento la percentuale indicata per l’anno in cui si intende avviare la procedura di assunzione, a prescindere da quale fosse la percentuale indicata nell’anno a cui si riferiscono le cessazioni intervenute (ossia i c.d. resti).

Infatti, i “resti” devono essere presi in considerazione solo per determinare l’entità del budget di spesa su cui va parametrata la capacità assunzionale che deve necessariamente essere rispettosa della percentuale fissata dal legislatore per l’anno in cui si intende procedere con la nuova assunzione.

Le problematiche connesse alla gestione del personale saranno oggetto di approfondimento nei seminari di studio:

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CC Sez. controllo Lombardia del. n. 23 – 17