Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla corretta interpretazione e quantificazione del limite massimo per lo stanziamento di risorse destinate al trattamento accessorio del personale di cui all’articolo 1, comma 236, della legge 208/2015.

I magistrati contabili della Toscana, con la deliberazione 59/2017, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 16 febbraio, hanno ribadito che l’espressione utilizzata dal legislatore (“l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale”) esprime la volontà precettiva di perimetrare nella fattispecie normativa ogni genere di risorse destinate alla copertura degli oneri accessori del personale.

Pertanto, nella quantificazione del tetto di spesa rientrano anche le somme stanziate in bilancio e destinate al trattamento accessorio del personale, ancorchè finanziate con risorse a carico del medesimo bilancio dell’ente.

Per gli enti che si “associano” mediante convenzione per l’utilizzo del personale, il limite di spesa va calcolato sul complesso delle spese destinate al salario accessorio sostenuto dagli enti associati.

Pertanto, l’ente “B”, per la definizione del proprio limite di spesa, potrà senz’altro portare in diminuzione l’importo rimborsatogli dall’ente “A”, ma per converso l’ente “A” non potrà neutralizzare tale somma ai fini del calcolo della propria misura del limite di spesa.

Nel caso contrario infatti si determinerebbe un aggiramento delle prescrizioni normative su tali vicoli di spesa.

Infine, come evidenziato dai magistrati contabili, il limite fissato dalla spesa 2015, se correttamente calcolato nel rispetto del citato 557-quater, è un limite statico, modificabile, esclusivamente per le spese afferenti il trattamento accessorio del personale globalmente inteso, in misura proporzionale additiva o diminutiva in relazione alla capacità assunzionale o alle riduzioni di personale in servizio dell’ente.

Le problematiche connesse alla gestione del personale degli enti locali saranno oggetto di approfondimento nei seminari di studio:

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CC Sez. controllo Toscana del. n. 59 – 17