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Nelle procedure con l’offerta economicamente più vantaggiosa, la cd. riparametrazione, che ha l’effetto di “aumentare” i punteggi tecnici delle offerte, attribuendo alla migliore il punteggio massimo e alle restanti un punteggio proporzionalmente ridotto, deve essere effettuata successivamente alla verifica di anomalia delle offerte.

Questo il principio espresso dal Consiglio di Stato con la sentenza n. 373 del 30 gennaio 2017 con la quale è stato ritenuto corretto l’operato della commissione di gara che, ai fini dell’individuazione dell’anomalia dell’offerta, aveva tenuto conto del punteggio effettivamente assegnato all’offerta tecnica, prima della riparametrazione.

Nelle gare da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa la cd. riparametrazione ha la funzione di ristabilire quanto voluto dalla stazione appaltante nel bando e, quindi, l’equilibrio fra il fattore prezzo e il fattore qualità, in modo che in relazione a tutte le componenti, l’offerta migliore ottenga il massimo punteggio, con conseguente rimodulazione delle

altre offerte.

Solo attraverso tale operazione, che deve essere espressamente prevista nei documenti di gara, i punteggi relativi alla qualità hanno lo stesso peso che viene dato al prezzo.

Come evidenziato dai giudici amministrativi, al fine di evitare un artificioso superamento dei “4/5” del punteggio tecnico economico, è necessario che la riparametrazione sia effettuata successivamente alla verifica di anomalia delle offerte.

Questo precedere la valutazione dell’anomalia alla riparametrazione, consente di ancorare le verifiche del superamento dell’eventuale soglia di sbarramento e di quella di anomalia al punteggio attribuito dalla commissione all’offerta tecnica e non al punteggio riparametrato, che è una conseguenza di un artifizio necessario per rendere comparabili i punteggi per la parte tecnica e per la parte economica.

Si segnalano i ns. seminario in materia di gare e appalti.