Un sindaco ha chiesto un parere in merito alla corretta contabilizzazione di un contratto che preveda la realizzazione di lavori aggiuntivi rispetto ad un precedente contratto di leasing immobiliare in costruendo stipulato in epoca antecedente al 1 gennaio 2015 e iscritto nel bilancio dell’ente locale secondo il metodo c.d. patrimoniale.   

In particolare l’ente ha chiesto se il nuovo contratto, concluso dopo l’entrata in vigore del d.lgs. 118/2011, debba essere contabilizzato secondo il diverso sistema c.d. finanziario imposto dal nuovo principio contabile applicato, oppure, in ragione del suo carattere accessorio, possa seguire le stesse regole di contabilizzazione del contratto precedente.

I magistrati contabili della Lombardia, con la deliberazione 422/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 29 dicembre, hanno evidenziato che il contratto tra l’amministrazione pubblica e la società di leasing si perfeziona al momento della stipula.

Di conseguenza tutte le azioni successive, quale la consegna del bene, il pagamento del canone, il riscatto del bene stesso, attinenti alla fase esecutiva del rapporto ovverosia all’adempimento dell’obbligo contrattuale già assunto non si configurano come operazioni autonome e distinte.

Pertanto, le prestazioni previste dal contratto successivo potranno continuare ad essere contabilizzate secondo il metodo patrimoniale precedentemente adottato solo nel caso in cui si tratti di lavori supplementari o complementari che, pur non previsti nel precedente contratto, si siano resi necessari per la realizzazione dell’opera originaria o per il suo completamento e rispetto alla quale mantengano un valore del tutto accessorio.

Lo stesso non potrà dirsi per quei lavori che, privi del predetto carattere integrativo, siano preordinati alla esecuzione di un’opera a se stante e che, come tali, possono costituire oggetto di un autonomo contratto di appalto.

Leggi la deliberazione
cc-sez-controllo-lombardia-del-n-422-16