Il Presidente del Consiglio regionale ha chiesto un parere in merito alla corretta interpretazione dell’art. 2, comma 1, lett. g), del d.l. 174/2012, e precisamente, sulla possibilità di disporre l’erogazione di contributi ad un gruppo monopersonale.

I magistrati contabili della Lombardia, con la deliberazione 396/2016, pubblicata sul sito della sezione regionale di controllo il 29 dicembre, hanno chiarito che la disposizione nazionale subordina la corresponsione di una quota di trasferimenti erariali alle regioni alla previsione, statutaria o legislativa, da parte di queste ultime, del divieto di finanziamento ai gruppi, operanti nei rispettivi consigli, composti da un solo consigliere, salvo quelli costituiti ad inizio legislatura (in aderenza e rispetto all’esito delle elezioni, che, fisiologicamente, potrebbero attribuire un solo seggio ad una certa lista).

Nel caso in cui, invece, un consigliere decida, in corso di legislatura, di costituire, singolarmente, un nuovo gruppo, la legge nazionale impone alle regioni di prevedere il divieto di corrispondergli contributi.

La legge nazionale, dunque, non vieta, sempre e comunque, il finanziamento a gruppi consiliari monopersonali, ma lo permette nel caso in cui l’esito delle elezioni (in base ai sistemi elettorali, diversificati, vigenti in ogni regione) produca l’attribuzione di un solo seggio ad una certa lista, che decide, all’avvio della legislatura, di costituirsi in gruppo autonomo.

La ratio alla base di tale previsione (garantire agibilità politica al gruppo monopersonale nel caso in cui la sua costituzione sia conforme all’esito delle elezioni) sembra ricorrere anche nel caso in cui la creazione successiva sia frutto di eventi oggettivamente indipendenti dalla volontà del candidato subentrate, costituente un nuovo gruppo (nella prospettiva di quest’ultimo, la legislatura inizia in quel momento).

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cc-sez-controllo-lombardia-del-n-396-16