I magistrati contabili della sezione delle Autonomie, con la deliberazione 32/2016, pubblicata sul sito il 2 dicembre, hanno chiarito che la facoltà, ora riconosciuta alle associazioni rappresentative degli enti territoriali dalla nuova disposizione introdotta dall’art. 10-bis del d.l. 113/2016, di richiedere parere in materia di contabilità direttamente alla Sezione delle Autonomie, non incide sulle competenze intestate alle Sezioni regionali di controllo, né sulla facoltà degli enti territoriali di rivolgersi alle articolazioni regionali della Corte.

L’articolo 10-bis del d.l. 113/2016 (modificativo dell’articolo 7, comma 8, della legge 131/2013), ha modificato l’ambito soggettivo dell’attività della magistratura contabile nel sistema delle autonomie prevedendo che le richieste di parere in materia di contabilità pubblica «possono essere rivolte direttamente alla Sezione delle autonomie della Corte dei conti: per le Regioni, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome; per i Comuni, le Province e le Città metropolitane, dalle rispettive componenti rappresentative nell’ambito della Conferenza unificata».

Come evidenziato dai giudici contabili, la nuova modalità di acquisizione di pareri in materia di contabilità pubblica (ovvero la facoltà di adire direttamente la Sezione delle Autonomie) si aggiunge a quella preesistente che resta autonomamente esercitabile (ovvero proposizione delle richieste dinanzi alle Sezioni regionali).

Rispetto al passato, qualora gli enti territoriali, previo confronto interno, individuino delle questioni di maggiore interesse e significatività, potranno veicolare le loro richieste di parere attraverso le associazioni rappresentative per ottenere una pronuncia con effetto risolutivo da parte della Sezione delle autonomie, titolare del potere di indirizzo e coordinamento in materia di contabilità pubblica.

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cc-sez-autonomie-del-n-32-16